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22.02.2018

Il paese cambia nome È Negrar di Valpolicella

Una veduta dall’alto del centro storico di Negrar che cambia nome in Negrar di ValpolicellaIl sindaco Roberto Grison e il suo vice Fausto Rossignoli
Una veduta dall’alto del centro storico di Negrar che cambia nome in Negrar di ValpolicellaIl sindaco Roberto Grison e il suo vice Fausto Rossignoli

Il Comune cambia nome. Avrà, come aveva chiesto l’aggiunta dell’area di appartenenza. Si chiamerà Negrar di Valpolicella. Dopo l’illustrazione della richiesta nella seduta del 17 gennaio scoraso alla quale avevano partecipato il vice sindaco Fausto Rossignoli e il coordinatore del Comitato promotore, Ezio Vai, su delega del sindaco Roberto Grison, la Prima commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto, all’unanimità, ha dato il proprio via libera, d’iniziativa della Giunta regionale, relativo al mutamento della denominazione del Comune di Negrar in quella di Negrar di Valpolicella. Approvato all’unanimità anche il disegno di legge numero305, di iniziativa della Giunta regionale, relativo all’istituzione del nuovo Comune denominato Frassinelle Polesella mediante fusione dei Comuni di Frassinelle Polesine e Polesella, della Provincia di Rovigo. Negrar ha 17.109 abitanti, secondo il dato Istat del maggio 2016. La denominazione «di Valpolicella» è particolarmente ambita perché legata alla produzione del vino, celebre in tutto il mondo. L’evento celebrativo più conosciuto è la Festa dell’uva, istituita nel 1952. L’anno successivo, fu inaugurata la prima edizione della Festa del Recioto. «L’audizione è stata molto positiva», aveva commentato Rossignoli il 17 gennaio. I delegati del Comune avevano inoltre risposto alle domande dei commissari regionali, tra cui i veronesi Orietta Salemi, Stefano Casali, Giovanna Negro, Alessandro Montagnoli, e partecipato al dibattito. I veronesi in Regione avevano sostenuto tutti con forza la proposta. Il cambio di denominazione è motivato da interessi economici per dare maggiore riconoscibilità ad aziende, servizi e prodotti degli operatori economici. E inoltre, motivazioni di carattere identitario, per chi vive e lavora in un’area di eccellenza con storia, cultura, tradizioni e valori comuni. Rossignoli aveva aggiunto: «La Valpolicella è una denominazione che può dare valore aggiunto alle attività economiche e nella quale la comunità si può riconoscere. Sono due ragioni che sembrano mettere tutti d’accordo. Tanto più se si pensa che il costo dell’operazione è pari a zero sia per il Comune, con spese rimborsate dalla Regione, che per i cittadini, i quali potranno mantenere fino a scadenza i documenti». •

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