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05.01.2018

Gli aspiranti taglialegna affilano le accette: è Palio

Un’edizione passata del Palio: possono parteciparvi anche donne
Un’edizione passata del Palio: possono parteciparvi anche donne

Camilla Madinelli Non è Epifania, ad Arbizzano, senza il «Palio degli s-ciapasoche» che decreta il taglialegna più bravo della frazione e dei paesi limitrofi. Quest’anno, la trentaseiesima edizione del Palio si terrà, domani e per il secondo anno, nel parco della comunale villa Albertini, davanti allo stabile delle ex scuole medie Valier. Il comitato benefico degli s-ciapasoche, guidato dal pluricampione Gerardo Righetti, oggi settantenne (quattro vittorie tra il 1985 e il 1990), aspetta i cinque concorrenti in gara e il pubblico a partire dalle 14.30, per un paio d’ore circa di spettacolo. Al termine, alle 17, accensione del falò della «vecia», preparato sempre nel parco della villa per bruciare vecchie abitudini e vecchi pensieri lasciando libero spazio alle novità. Le «soche», ossia i ceppi di legno su cui vengono testati forza e precisione dei concorrenti, sono già pronte. Gli aspiranti taglialegna dovranno cimentarsi in quattro prove a tu per tu con il ceppo che riceveranno in sorte: taglio con sega e «segòn», tiro al bersaglio e sonora «sciapada de la soca», cioè l’apertura a metà del ceppo. Il vincitore si vestirà con mantello, cappello piumato e medaglia dello s-ciapasoche e impersonerà ufficialmente la maschera di carnevale di Arbizzano. La sua prima missione sarà l’accessione, all’imbrunire, del falò della vecia, quindi nelle prossime settimane parteciperà alle sfilate carnevalesche di Verona e provincia. Negli anni, la competizione, inizialmente riservata solo agli uomini nati e residenti ad Arbizzano, ha aperto le porte ai nativi della frazione che si sono trasferiti altrove, ai nuovi arrivati in paese, ai residenti dei centri limitrofi e anche alle donne. Un modo per stare al passo con i tempi e garantire un futuro alla tradizione, dato il periodo di magra per un mestiere antico e ormai quasi estinto come quello del taglialegna. Di certo, negli ultimi anni la competizione si è globalizzata. Il campione in carica è il trentenne africano Soumaila Sidibe, profugo del Mali, che l’anno scorso era uno dei 12 giovani richiedenti asilo provenienti da vari Paesi africani e ospitati alla Casa Verde, nella zona industriale di Arbizzano. Prima di lui, nel 2014, a vincere era stato Issam Hamadellah, di origini marocchine, che per primo ha reso internazionale il palio degli s-ciapasoche. A chi andrà la medaglia di «roaro» (rovere), quest’anno? Non resta che attendere il Palio. •

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