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08.02.2019

Frazioni montane senza ambulatorio Ma a Prun spunta una soluzione

Lo stabile comunale che ospita l’ambulatorio a Prun FOTO PECORA
Lo stabile comunale che ospita l’ambulatorio a Prun FOTO PECORA

Prun e Fane senza medico di base per tutti. Nelle due frazioni più a nord di Negrar molte persone, tra cui famiglie e anziani soli, si sono trovate orfane del servizio ambulatoriale di base dopo la decisione del medico di famiglia Francesco Arrichiello di trasferire il suo studio ad Arbizzano interrompendo il servizio svolto fino a dicembre nei due paesi collinari. Una decisione presa legittimamente dal professionista, una tragedia per le persone più anziane che non hanno possibilità di spostarsi in auto fino ad Arbizzano per continuare a essere assistite da lui. Un rischio, infine, per la sopravvivenza di paesi che da tempo si stanno spopolando proprio per la carenza di servizi primari. A Prun un rimedio sta per arrivare, con l’avvio la prossima settimana di un servizio ambulatoriale per un giorno alla settimana affidato a un nuovo medico di base, Carmine Tabacco, con studio principale a Negrar. A Fane, invece, di due medici di famiglia ne è rimasto uno solo, Rosario Cattano, che continua a ricevere i suoi assistiti ma non può coprire le necessità di tutti in un paese di mille abitanti. È iniziata una processione, in Comune, da parte di chi, a Prun e Fane, si è trovato il vuoto assistenziale vicino casa. Il sindaco di Negrar Roberto Grison, bersagliato da richieste e proteste, ha cercato di mettere in campo con la giunta una soluzione tampone a Prun a un problema più generale, dalla carenza di medici di famiglia alle ripercussioni sul servizio di cui risentono maggiormente i paesi di alta collina o montagna. «Abbiamo cercato un modo per incentivare i medici a ricevere nella frazione e garantire la presenza di almeno una volta a settimana di un medico che faccia fronte alle necessità della popolazione residente più anziana», sottolinea il sindaco. Come? Cedendo in comodato d’uso gratuito l’ambulatorio già presente nella frazione, nell’immobile comunale in via Aleardi (già utilizzato da Arrichiello), assegnato per due anni ad uso di ambulatorio a servizio delle frazioni di Prun, Fane e Torbe. Anche qui, infatti, mica se la passano tanto bene. Basti pensare che su 13 medici di famiglia in servizio a Negrar, con più frazioni tra la pianura e la montagna, 11 di loro prestano servizio in ambulatori tra Arbizzano, Santa Maria e il capoluogo. Le zone più popolose, certo, e di maggiore passaggio. Stanno un po’ in quota, per così dire, solo Cattano a Fane e Silvana Menegazzi a Torbe. «Dieci su 13 sono saturi, ossia hanno già raggiunto il tetto massimo di assistiti fissato a 1.500», sottolinea il sindaco. «Dei tre con margini di accoglienza ho trovato disponibile il dottor Tabacco. Ci darà una mano per non lasciare sole le comunità alto collinari». E sarà Tabacco, dunque, a iniziare la prossima settimana nell’ambulatorio di Prun in via Aleardi, dove oggi e domani verranno svolti alcuni lavori di sistemazione su indicazione del Comune: tinteggiatura delle pareti, messa a punto dei servizi informatici in uso al dottore. «Vogliamo consegnare i locali in buono stato», continua il sindaco, precisando che l’ente non può né vuole permettersi di agevolare un professionista al posto di un altro. «La delibera di giunta», spiega, «stabilisce la gratuità dell’ambulatorio a qualsiasi medico interessato. Ora parte Tabacco, poi chissà. A carico dei professionisti ci saranno i consumi delle utenze». E conclude: «Ci sembra un buon incentivo, l’unico modo per intervenire come amministrazione in un ambito, come la presenza dei medici di famiglia, che non ci compete direttamente. Ci sembrava doveroso far qualcosa ma, ancora una volta, i Comuni si trovano a fronteggiare, soli, disagi e difficoltà più grandi di loro». •

Camilla Madinelli
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