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07.11.2015

Evoca montagne,
suoni e cipressi
È l’Arpa eolica

L’architetto Giuseppe Ferlenga
L’architetto Giuseppe Ferlenga

Camilla Madinelli

Mazzano avrà il suo monumento ai caduti. E sarà diverso da tutti gli altri. Sarà inaugurato domani, nella piazza della chiesa, l’Arpa eolica dedicata ai caduti in guerra e sul lavoro, opera dell’artista e architetto negrarese Giuseppe Ferlenga. Domani anche agli storici monumenti ai caduti di Torbe, Prun e Montecchio si terranno le cerimonie di commemorazione del 4 Novembre, fine della guerra. Si chiude così il cerchio, nel territorio comunale, dopo che ai monumenti di Negrar, Arbizzano e Fane la data è stata ricordata il giorno stesso con la partecipazione degli alunni delle scuole, i ricordi di alcuni reduci, vari inni alla pace e musica.

Il 4 novembre a Negrar circondato da bambini, alpini e banda comunale c’era anche Silvio Dodoni, 96 anni, che ha combattuto nella seconda guerra mondiale, ormai uno degli ultimi testimoni di quel conflitto. A Fane invece era presente Luigi Guardini, 92 anni, uno dei sopravvissuti all’eccidio di Cefalonia perpetrato dai tedeschi dopo l’8 Settembre. Infine ad Arbizzano, in prima fila, c’era l’alpino Sergio Lucchese, nel direttivo provinciale Ana e già presidente.

L’Arpa eolica è monumento singolare e simbolico. Unisce, come spiega Ferlenga, una serie di elementi che rimandano a una corrente artistica contemporanea. L’ha voluto e sostenuto fortemente il Gruppo sportivo culturale Mazzano, che da anni coltivava il progetto di posizionare negli spazi esterni alla chiesa un monumento a ricordo dei compaesani scomparsi. Ora c’è, grazie al contributo di enti pubblici locali e di privati, nonché ai fondi raccolti dal Gruppo sportivo culturale organizzando vari eventi.

La cerimonia avrà inizio alle 11, al termine della messa delle 10 anticipata da un concerto di campane con la squadra di Torbe. Vi parteciperanno il sindaco Roberto Grison con altri membri della sua amministrazione, i carabinieri, gli alpini dei vari gruppi operanti nel territorio comunale e Ferlenga che illustrerà caratteristiche e significati dell’opera. Il parroco di Mazzano, don Paolo Giovannelli, la benedirà.

Composta da vari elementi, con una parte pure in pietra di Prun, l’Arpa eolica rappresenta le montagne teatro di battaglie cruente ma evoca anche dei suoni, come dice il nome stesso, e richiama il cipresso, albero associato al culto dei morti e simbolo di vita eterna. Si propone di soddisfare un bisogno insito nel cuore dell’uo- mo: il culto dei defunti. Un culto che, per il capoluogo e le altre frazioni negraresi, si sta esprimendo tramite la ricerca dei caduti in guerra dimenticati, cioè che non sono mai stati inseriti negli elenchi sulle lapidi dei monumenti. La stanno conducendo due volontari archivisti, Luciano Stocco e Sergio Benedetti, su interessamento dell’assessorato alla cultura e della biblioteca comunale. L’idea, fa sapere l’assessore Camilla Coeli, è stampare alla fine volumetti per ciascun monumento.

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