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20.01.2019

Devono vigilare su amici e compagni di scuola

Internet: risorsa e minaccia
Internet: risorsa e minaccia

Tracciare una mail, scoprire chi si cela dietro a un falso profilo, rintracciare un numero di telefono: sono alcuni esercizi tecnici proposti nel dojo Verona dai maestri di Zanshin Tech. Altri esercizi, invece, sono più orientati a individuare il tipo di attacco subìto e a scegliere quali contromosse adottare per scoraggiare chi attacca. Alcune lezioni, inoltre, sono dedicate all’analisi di casi reali di aggressione digitale: i maestri raccontano la storia, gli allievi devono trovare gli elementi fondamentali, individuare le tecniche di attacco e poi quelle di difesa. Inoltre, chi conduce il gruppo insegna a riconoscere i segnali che ogni attacco provoca nelle persone attaccate. «Rabbia, crisi di pianto o di panico, fenomeni di autolesionismo, isolamento: i segnali ci sono sempre, ma devono essere visti», spiega Emanuele Milani, insegnante nel dojo Verona. «Sono richieste di aiuto». Il guerriero digitale, se vuole esserlo fino in fondo, deve cogliere e vigilare su amici e compagni di scuola. «Osservare è molto importante», continua la collega Roberta Busato. E rimarca: nel caso si subisca un adescamento o avvicinamento sospetto in rete, «la prima regola di difesa è chiedere aiuto a un compagno». Un buon guerriero digitale, il cui livello si esprime con un braccialetto colorato, sta sempre in allerta. Non si fa mai prendere dall’ansia. Sa cosa fare. Ecco un caso pratico: «Un allievo di 11 anni ha ricevuto una fotografia con uno strano invito, mentre giocava con Fortnite (un videogioco che spopola tra i giovani, ndr)» spiega Busato. «Ha smontato i dati presenti in quella fotografia, ha capito che dietro quelle facce non c’erano quelli che dicevano di essere, li ha smascherati». Infine, un guerriero digitale ha il suo codice d’onore. Sta scritto nelle cinque regole del dojo: non si usa mai ciò che si impara per attaccare; il rispetto si deve a tutti, aggressore compreso; ciò che si dice nel dojo resta lì, riservato; a ogni lezione devono esserci almeno tre allievi e due maestri; si lascia il dojo come lo si è trovato. Lezioni di vita.

C.M.
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