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31.01.2018

Addio a Marangoni il «Falco» dei soccorsi

Sergio Marangoni
Sergio Marangoni

Negrar dice addio a Sergio Marangoni, uno dei protagonisti della politica negrarese negli anni Ottanta e Novanta: fu sindaco infatti dal 1990 al 1995 e fondatore, nel 1986, del primo gruppo di Protezione civile della Valpolicella. Marangoni, 69 anni, di Fane, è morto lunedì 29 gennaio, dopo un breve periodo di malattia durante il quale è stato assistito amorevolmente dalla famiglia e curato dal personale sanitario del reparto oncologico dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria. Lascia la moglie Maria Assunta Ferrari e i figli Erik e Federico: il primo ha condiviso la passione del padre per l’Arma, diventando per un periodo capitano dei carabinieri; il secondo, invece, ha seguito per qualche tempo le sue orme in politica, ricoprendo la carica di assessore durante l’amministrazione Dal Negro (2009-14). Il funerale dell’ex sindaco nativo di Fane verrà celebrato domani, alle 15, nella chiesa parrocchiale del suo amato paese. Per Marangoni, geometra, il gruppo di Protezione civile da lui fondato, di cui fa parte anche la moglie, era la sua seconda famiglia. Marangoni vi si è dedicato anima e corpo per oltre 20 anni, partecipando a interventi sul campo, riunioni, incontri formativi e molto altro. Ad Alessandria, dopo l’alluvione del 1994 oppure in Emilia, in Abruzzo e di recente nelle Marche, dopo i terremoti, lui c’era. Era sempre in prima linea, l’ex sindaco, perché era un «operativo». Era specializzato anche negli incendi boschivi e si era fatto apprezzare, negli anni, da guardie forestali e dai vigili del fuoco. Attualmente ricopriva la carica di vice presidente, braccio destro del presidente Daniele Lonardi di Marano. Dopo la formazione del primo nucleo a livello comunale, infatti, il gruppo di Protezione civile di Negrar è entrato a far parte della sezione Valpolicella Valdadige dell’Ais, l’Associazione italiana soccorritori, in cui sono confluiti i gruppi nati via via nei comuni limitrofi. Uomo dal carattere forte, Marangoni era un decisionista. «Sapeva decidere velocemente e affrontare qualsiasi emergenza senza perdere tempo prezioso», ricordano il presidente Lonardi e Luigi Boni, storico componente della Protezione civile. «Nel 1994 firmò l’attivazione del gruppo per l’intervento ad Alessandria alle 23, come sindaco, nel piazzale dell’ufficio postale di Negrar, in modo da permetterci già alle 24 la partenza verso la città piemontese che aveva bisogno di aiuto. In Abruzzo, invece, per risolvere problemi fognari, decise in nemmeno due ore uno scavo di oltre 200 metri per posare tubature di collegamento». Domani, a Fane, tanti volontari e amici della Protezione civile parteciperanno al funerale per salutare «Falco 7», il nome di Marangoni nei collegamenti radio, e dirgli l’ultimo grazie. • C.M.

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