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08.10.2018

Malattie infettive Il Sacro Cuore pilota nelle terapie

ll laboratorio dell’Irccs per le malattie infettive e tropicali all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria
ll laboratorio dell’Irccs per le malattie infettive e tropicali all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria

La ricerca scientifica e l’azione terapeutica a pari passo, per essere a servizio del paziente. Oggi l’ospedale calabriano di Negrar festeggia la nascita del suo santo fondatore, don Giovanni Calabria, avvenuta a Verona l’8 ottobre 1873, con la benedizione inaugurale dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) Sacro Cuore Don Calabria per le malattie infettive e tropicali. Come il sacerdote veronese dedicò la sua vita ai poveri, agli emarginati e ai dimenticati di ogni genere, così l’ospedale da lui fondato e al suo carisma ispirato rafforza la sua ricerca e la sua azione di cura nel campo di tante malattie «dimenticate» di cui si occupa il nuovo Irccs. Per l’annuale festa di San Calabria, nel reparto di Malattie infettive e tropicali diretto dal professor Zeno Bisoffi, è stata organizzata una cerimonia (alle 11) a cui interverranno insieme ai dirigenti dell’ospedale in Valpolicella, medici e personale socio sanitario, anche l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, il direttore generale della Sanità del Veneto Domenico Mantoan e la dirigente della Direzione generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del ministero della Salute, Maria Novella Luciani. Sarà presente inoltre il direttore scientifico dell’Irccs, Pier Carlo Muzzio, già professore ordinario all’Università di Padova. Oggi il professor Muzzio guida il Comitato tecnico scientifico composto da esperti di fama internazionale che saranno presentati durante la mattinata a Negrar. Alle 12 il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, presiederà la messa nella cappella dedicata a Don Calabria. Dopo un lungo e accurato iter preparatorio, il riconoscimento di Irccs da parte del ministero della Salute è avvenuto lo scorso 23 maggio. È un ambito traguardo, per il Sacro Cuore Don Calabria, che diviene il terzo istituto di questo tipo in Veneto dopo l’Istituto Oncologico Medico (Iov) di Padova e il San Camillo di Venezia specializzato nella neuro riabilitazione. Avviene 30 anni dopo la storica giornata del 18 aprile del 1988 in cui Papa Giovanni Paolo II posava la prima pietra della Fondazione Don Calabria per le malattie tropicali. Nella stessa visita alla diocesi di Verona, poi, il pontefice polacco beatificava il sacerdote veronese fondatore delle congregazioni dei Poveri Servi e delle Povere Serve della Divina Provvidenza, proclamato santo l’anno successivo. In tre decenni di storia, fa sapere il nosocomio di Negrar, «il Dipartimento di malattie infettive e tropicali, già Centro per le malattie infettive e tropicali, ha raccolto la più alta casistica nazionale nell’ambito delle malattie tropicali e parassitarie». Lo ha fatto seguendo sia viaggiatori e operatori internazionali che contraggono febbri malariche o malattie dovute a parassiti tipiche di altri continenti sia migranti arrivati in Italia. Un’eccellenza, dunque, da anni riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità come centro di ricerca, studio e cura nel complesso ambito della medicina delle migrazioni, che ha portato il ministero della Salute a includere quella di Negrar nelle 50 strutture nazionali con finalità di ricerca che deve trovare sbocco in applicazioni terapeutiche. •

Camilla Madinelli
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