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15.06.2017

Il graffito a scuola
è una carta d’identità

Il graffito con due parole: sono state scelte «Create» e «Ohana», termine hawaiano
Il graffito con due parole: sono state scelte «Create» e «Ohana», termine hawaiano

Un graffito per scoprire la propria identità. Lo hanno realizzato sul muro di scuola i ragazzi di undici quinte dell’Istituto di istruzione superiore Calabrese Levi, che per due giorni si sono affacendati intorno all’idea di definire con una parola chi sono, per essere così più forti come gruppo e come identità di classe.

«Le undici parole corrispondono ai tanti indirizzi di questa scuola che ha due anime: quella liceale e quella tecnica», spiega l’insegnante Elena Ciresola che ha curato il progetto del graffito identitario. «Così abbiamo pensato di fare votare tutti, studenti, docenti, personale Ata e collaboratori, per decidere quale delle parole rappresentasse meglio gli indirizzi del tecnico e quale gli indirizzi del liceo. Fatta la scelta, l’identità della scuola è stata rappresentata con un graffito».

L’opera è stata realizzata negli ultimi giorni di attività scolastica dagli studenti, sulla parete esterna davanti all’aula magna, con il consenso della Provincia di Verona e la collaborazione di Thomas «Juro» Marcolongo, giovane artista dell’Accademia di Belle Arti di Verona. «È in questo modo che l’arte trova un senso», commenta Ciresola. «Il graffito come metodo d’artista può aiutare gli studenti delle quinte a raccontare chi sono, “sbombolettando” colore sul muro. Attraverso l’arte ci si conosce meglio, per crescere insieme».

Le due parole scelte sono «Create» che anima un’identità del Tecnico fortemente aperta all’innovazione e alla creatività, e «Ohana», parola hawaiana scelta dai liceali, che rimanda alla famiglia e che apre la ricerca di buone relazioni, con l’idea dell’accoglienza. L’anno scolastico appena concluso, al Calabrese Levi, è stato ricco di iniziative: tra queste, sono tante le azioni nate fuori dall’aula per contaminare, con le competenze dell’aula, il territorio. «È così che la ricerca di qualità delle azioni educative si riflette su studenti protagonisti», aggiunge l’insegnante. Il presidente di Valpolicella Benaco Banca, Gianmaria Tommasi ha sottolineato: «Posso testimoniare che nel corso di quest’anno scolastico sono state organizzate iniziative importanti e particolari, che hanno permesso ai ragazzi di mettersi in gioco. Rendere gli studenti “protagonisti”, responsabilizzarli, metterli a confronto, permette loro di maturare».

Gianfranco Riolfi
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