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25.02.2018

Il futuro delle scuole medie nei progetti di tre architetti

Architetti e amministratori riuniti per la presentazione dei progetti per le nuove scuole medie FOTO PECORA
Architetti e amministratori riuniti per la presentazione dei progetti per le nuove scuole medie FOTO PECORA

Un edificio a due piani, con verde e locali aperti alla comunità al piano terra, aule e laboratori al primo. Un edificio che alterna materiali naturali e vetro in diversi modi, che si apre agli incontri di ragazzi e adulti proponendo una corte interna, che dialoga con il contesto naturale mediante un linguaggio architettonico contemporaneo. Sono i punti di contatto dei tre progetti per le nuove scuole medie di Negrar che, su un totale di 39 concorrenti da tutta Italia, si sono aggiudicati i primi tre posti al concorso nazionale indetto dal ministero dell’Istruzione nell’ambito del programma «Scuole innovative». Cambiano invece le forme dell’edificio, la gestione e l’esposizione degli spazi, le soluzioni per riparare le aule dal sole o favorire l’utilizzo della luce naturale e altri dettagli. I tre progetti sono ora di proprietà del Comune, che dovrà sceglierne uno per la progettazione preliminare e poi definitiva ed esecutiva. Sono stati presentati per la prima volta all’auditorium delle elementari di Negrar dal sindaco Roberto Grison, dalla sua squadra di maggioranza e dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Salgari di Negrar, Carla Aschieri, ad insegnanti, rappresentanti di classe e al consiglio d’istituto presieduto da Carlo Quinto, anche consigliere comunale. Scarsa la partecipazione dei genitori, come pure quella degli insegnanti delle scuole primarie. Più nutrito il gruppo di docenti delle medie, che del resto saranno toccati da vicino dalla costruzione del nuovo edificio scolastico. Per fare tutto il Comune si è aggiudicato un contributo di 5 milioni di euro. Ma per vedere le scuole nuove, costruite al medesimo posto delle attuali che saranno demolite, passeranno almeno un paio d’anni. I PROGETTI. Il primo progetto classificato al concorso, presentato da Francesco Ceccarelli, è firmato dagli studi di architettura La prima stanza di Forlì Cesena e Lvl di Faenza. Il secondo gioca in casa, poiché è dello studio Clab Architettura di Peschiera, ed è stato presentato da Matteo Fiorini. Il terzo classificato, infine, presentato da Irene Bonente, è frutto dello studio Irene Bonente Mattia Arcaro di Bolzano. «Le soluzioni tecniche, i materiali, la distribuzione degli spazi servano a far uscire il cuore del nostro lavoro», avvisa la dirigente Aschieri, sottolineando come l’edilizia scolastica debba essere più che mai al servizio della didattica. LE IDEE. Per i vincitori del concorso la scuola media di Negrar è una struttura a corte in ferro rivestita in legno e con grandi vetrate, dalla forma sinuosa che Ceccarelli definisce «danzante» e che vuole essere un richiamo all’indirizzo musicale qui attivo da anni. «In questo modo la matrice musicale della scuola è subito riconoscibile», afferma Ceccarelli. All’interno della struttura si trova una corte all’aperto per studenti e comunità negrarese, con orti didattici e piattaforme per spettacoli. Fiorini ha illustrato invece una struttura prefabbricata in legno e vetri che si presenta come un agglomerato di diversi volumi, dove aule e locali didattici si affacciano tutti sui vigneti. «Crediamo nel ruolo educativo del paesaggio», afferma il professionista di Peschiera. Infine, Bonente ha mostrato un edificio compatto, di pianta quadrata, con un basamento al piano terra e il primo piano tutto a vetrate, «una struttura trasparente e flessibile che lascia spazio al verde e si pone in contrasto con la cementificazione che ha interessato la vallata di Negrar», afferma l’architetto di Bolzano, ma di origine veronese. LE TEMPISTICHE. Il sindaco Grison ha annunciato che sarà pronto verso l’autunno il progetto preliminare della nuova scuola: «Potrà basarsi su uno dei tre progetti, non necessariamente il primo classificato, e potrà essere revisionato». L’incarico per lo sviluppo del preliminare sarà dato nelle prossime settimane. Per concludere la fase di progettazione, però, ci vorrà l’intero 2018 e parte del prossimo anno. «Non credo che riusciremo a iniziare i lavori nell’estate 2019: anche se finora non abbiamo perso tempo, l’iter burocratico è lungo e complesso», conclude il primo cittadino. «Nel frattempo, comunque, organizzeremo al meglio lo spostamento di classi e alunni». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Camilla Madinelli
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