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12.01.2019

«Furgone no vax? Se ci riprova, lo multiamo»

La vaccinazione di un bambino
La vaccinazione di un bambino

Il Comune di Negrar va all’attacco contro il furgone pubblicitario che, nei giorni di Natale e Santo Stefano, ha sostato per strada a Santa Maria proponendo a chiunque passasse di lì, con il simbolo del movimento Sìamo, messaggi contro vaccini e dottori facendo campeggiare a chiare lettere lo slogan «Solo il 15% dei medici si vaccina. Ti fidi dei medici?». Dalla rotatoria di Santa Maria, poi, all’incrocio tra le due frequentatissime strade provinciali 4 della Valpolicella e 12 dell’Aquilio, il furgone si è spostato a Verona, nella zona di Borgo Roma e del relativo ospedale. Nel territorio negrarese, però, fa notare il vice sindaco Fausto Rossignoli, «vige un regolamento comunale sulla pubblicità che vieta la sosta nei centri abitati delle vele», ossia i mega cartelloni pubblicitari che si spostano qua e là a bordo di un camioncino. Tale forma di pubblicità di un prodotto o di un’iniziativa sono considerate a Negrar «troppo invasive e impattanti in un territorio da tutelare dal punto di vista paesaggistico». Una scelta di delicatezza e quasi una corsa ai ripari in anni recenti, nella valle diventata tristemente famosa per l’urbanizzazione selvaggia. La presenza e sosta del cartellone mobile, fa sapere il vice sindaco, è stata accertata dal punto di vista formale dai carabinieri. «In quei giorni festivi la polizia locale non era operativa e ora l’Arma si sta occupando di tutti i risvolti». Ma per quanto concerne il Comune, Rossignoli annuncia: «l’ente promuoverà l’irrogazione delle sanzioni previste per questi casi». Gli uffici municipali sono risaliti al proprietario del mezzo utilizzato per diffondere il messaggio e «costui sarà diffidato a reiterare questo genere di pubblicità nel nostro territorio», continua Rossignoli. «Ognuno può liberamente divulgare il proprio pensiero, ma non può farlo violando i regolamenti comunali e affermando oltretutto cose palesemente non vere, creando inutile allarme». Le scritte riportate sul manifesto si sono fatte notare subito e hanno scatenato reazioni a catena. A partire da alcuni medici dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, irritati da un messaggio che definiscono poco circostanziato e molto negativo. L’Ordine dei medici di Verona, inoltre, ha dichiarato di essere pronto a procedere legalmente nei confronti dei committenti per il contenuto del cartellone «perché questi messaggi sono solo terrorismo ideologico e creano grave sfiducia nella sanità pubblica», ha dichiarato il presidente Carlo Rugiu. Il movimento Sìamo, nato nel 2017 a Roma per contrastare lobby scientifiche e politiche, ha replicato alle accuse spiegando di non voler essere ricondotto a posizioni o figure «antivax» e di aver proposto un dato ricavato da alcune dichiarazioni del medico e accademico Walter Ricciardi, fino al dicembre scorso presidente dell’Istituto superiore di sanità. •

Camilla Madinelli
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