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31.10.2017

Un artiglio di rapace
di 50mila anni fa

Il professor Marco Peresani nella Grotta di Fumane
Il professor Marco Peresani nella Grotta di Fumane

L’ultimo mese di scavo nella Grotta di Fumane ha portato alla luce un nuovo artiglio di rapace, che veniva utilizzato dagli uomini primitivi per abbellire il loro vestiario, ora allo studio. Ma ci sono novità anche sul Dna dei reperti trovati, sui resti di piume, sulle abitudini dei Neanderthal, sulla caccia all’orso bruno e delle caverne e sulle ossa rinvenute che portano traccia dei tagli effettuati: su tutti questi aspetti si stanno effettuando approfondimenti, grazie anche alla collaborazione con diverse università internazionali.

Vanno avanti gli studi che riguardano il sito archeologico fumanese, che si conferma essere un notevole archivio di testimonianze che apportano un fondamentale contributo al dibattito scientifico sui rapporti tra Neanderthal e Sapiens, che proprio nel riparo hanno visto il loro succedersi.

«La campagna di scavi quest’anno è stata più corta del solito, solo un mese. Abbiamo lavorato su un livello di 50 mila anni fa, in preparazione per l’anno prossimo, quando sono programmati due mesi e mezzo di ricerca. È stato, però, un mese molto intenso, caratterizzato da numerosissime visite di stranieri ogni giorno», spiega il professor Marco Peresani dell’ Università di Ferrara, che cura gli scavi da 25 anni, «il 2017 è stato quindi un anno di transizione, di studi sia italiani che stranieri. La novità degli ultimi giorni è che dovrebbe esserci un importante finanziamento europeo su un progetto di ricerca, che riguarda diversi atenei e siti, tra cui anche Grotta di Fumane. Il nostro obiettivo è sempre quello di farla conoscere nel mondo con conferenze itineranti e con articoli».

Tra questi rientra lo speciale comparso lo scorso agosto sulla rivista Archeologia Viva, un servizio di 14 pagine che mette in evidenza la stratigrafia presente nel riparo fumanese a testimonianza dell’occupazione dei Neanderthal da 70 mila a 43 mila anni fa. Ma anche la storia dello scavo, i ritrovamenti negli anni, da quando fu scoperto il sito negli anni ’60, l’ambientazione, corredato da moltissime foto, comprese quelle della ricostruzione da parte di Mauro Cutrone dell’homo di Neanderthal agghindato con piume e penne.G.G.

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