CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

08.10.2017

Lo status riconosciuto a due
Ora inizieranno una nuova vita

Fumane ha detto il suo sì ad ospitare dodici profughi. Tutti d’accordo ed interventi pacati nell’ultima seduta del consiglio comunale di Fumane, che aderisce allo Sprar, Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati.

Durante la seduta, è stato già presentato un progetto che ingloberà l’attuale Centro di accoglienza straordinaria. Il comune non è nuovo alla gestione dell’accoglienza, uno dei primi ad avere aperto le porte, seguendo l’invito di papa Francesco. «L’esperienza avviata a Fumane da un paio d’anni prima con quattro profughi, diventati ora sei, è stata molto positiva» ha detto il sindaco Mirco Frapporti, «si tratta di un Cas, Centro di accoglienza straordinaria, gestito dalla Prefettura in collaborazione con parrocchia, Caritas, diocesi e cooperativa Il Samaritano, mentre lo Sprar è gestito dagli enti locali».

A presentare i risultati di questa esperienza è stato l’ex sindaco e coordinatore, Fernando Cottini. «I giovani, provenienti dall’Africa, ospitati in una casa in centro paese, messa a disposizione da una famiglia fumanese, hanno frequentato la scuola per imparare l’italiano, uno ha preso il diploma di scuola media e tutti hanno svolto per il comune lavori socialmente utili e la raccolta dell’uva in tre aziende diverse. Due dei sei hanno definitivamente ricevuto il riconoscimento di profughi ed ora dovrebbero trovare lavoro per crearsi la loro autonomia. C’è stata una buona integrazione e tutto il paese li ha accolti benevolmente».

Il comune di Fumane ha avviato con la società Lavoro & Società il «Progetto lavoro» per l’inserimento lavorativo di ultratrentenni disoccupati, italiani e non, con conoscenza della lingua. Su trenta persone e nove selezionati provvisti delle caratteristiche richieste, è stato possibile inserire solo un profugo per l’età; sono state coinvolte per i tirocini 5 aziende agricole di Fumane e la scuola agraria di S. Floriano.

Ringraziamenti e ammirazione per chi si è prodigato per l’accoglienza sono stati espressi dai due consiglieri di minoranza, Daniele Zivelonghi e Riccardo Anoardo. «Si auspica che non vi siano cambiamenti nell’aliquota di profughi inviati con lo Sprar» ha detto Zivelonghi, «dodici è un numero giusto per Fumane, di più non so. Chiedo un confronto prima di raggiungere un eventuale futuro punto di saturazione, prendendo parte agli incontri della Caritas che coordina». Anoardo ha letto l’articolo 10 della Costituzione secondo cui «lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche, ha diritto di asilo nel territorio della repubblica italiana».

La vicesindaco, Nicoletta Capozza, ha sottolineato, per un buon funzionamento dello Sprar, l’importanza dell’accompagnamento delle associazioni e di far rete con la società.

«A tal fine il Samaritano ha presentato una proposta» ha aggiunto il sindaco, «per la gestione dei 12 rifugiati, quota prevista per Fumane. Quindi il Cas presente con sei migranti viene trasformato in Sprar con l’aggiunta di altri sei profughi che potrebbero presto arrivare». G.G.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1