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22.10.2017

Le chiavi del paese alla madre
dei due fratelli poliziotti uccisi

Maria Teresa Salaorni Turazza alla cerimonia tra Giampaolo Trevisi e il questore Enzo Mangini
Maria Teresa Salaorni Turazza alla cerimonia tra Giampaolo Trevisi e il questore Enzo Mangini

Grande affluenza, e molta commozione, alla cerimonia di commemorazione di Massimiliano Turazza, il poliziotto ucciso 23 anni fa a Fumane, dove abitava, per mano di alcuni delinquenti che stavano svaligiando la banca. Dopo qualche anno, purtroppo, anche il fratello Davide, poliziotto, fu ucciso pure lui nell’adempimento del proprio dovere.

Una sorte crudele, quella di Maria Teresa Salaorni Turazza, una madre coraggiosa, che da questo dolore ha saputo, con sensibilità e dolcezza, trarre la forza nel continuo impegno per veicolare messaggi e valori di legalità e trasmettere il senso dello Stato. Queste sono le motivazioni, lette dal sindaco di Fumane, Mirco Frapporti, nel consegnare alla donna la cittadinanza onoraria. Oltre al questore, Enzo Mangini, e a Gabriella Mucci per il prefetto, erano presenti tutte le maggiori autorità in divisa: il colonnello Ettore Bramato, comandante provinciale dei carabinieri di Verona, il tenente colonnello Innocenzo Riccardelli, capo ufficio personale della Guardia di Finanza di Verona, il maggiore Christian Arvoti, della Compagnia dei carabinieri di Caprino, il comandante della Stazione dei carabinieri di San Pietro in Cariano, Federico Grassi, Gianpaolo Trevisi, direttore della Scuola di Polizia di Peschiera con una rappresentanza degli allievi. Presenti anche alcuni sindaci dei Comuni della Valpolicella, una rappresentanza di U.N.S.I., l’Unione Nazionale Sottoufficiali Italiani, che avevano eretto il monumento, il consigliere Serena Cubico delegata dalla Provincia; per il Provveditorato agli studi Francesco Loduca, viceprovveditore, e Annalisa Tiberio, la dirigente scolastica Emanuela Antolini, vicepresidi Annalisa Zantedeschi e Valentina Cottini, insegnanti e molti alunni.

«In momenti come questo, sono orgoglioso di essere italiano», ha detto Trevisi, «Teresa ha spesso portato la sua esperienza a platee di poliziotti, che la ascoltano attentamente, perchè per fare il nostro lavoro ci vuole amore e passione». Nel suo discorso la signora Turazza ha ringraziato i ragazzi, sollecitandoli «a rispettare le persone in divisa e a collaborare con loro, perché ci difendono con dignità ed onore». Molti gli alunni delle medie «B.Lorenzi», che hanno preparato cartelloni con il nome Turazza e alcune frasi sulla legalità e il sacrificio, lette al momento della deposizione della corona sul monumento. Grande commozione al momento dei canti, tra cui «Signore delle cime», eseguiti dal Coro Amici della musica, dopo la benedizione del parroco, don Emanuele Novelli. Le classi quinta A e quinta B, lo scorso anno scolastico, hanno prodotto, insieme alla signora Turazza e a Trevisi, un filmato dal titolo «La scelta, in ricordo di Massimiliano Turazza», primo premio al Memoria Film Festival 2017, proiettato in sala consiliare dopo la consegna della cittadinanza e replicato nel pomeriggio. «Dato l’alto valore del filmato», ha annunciato Annalisa Tiberio, «i ragazzi della scuola media saranno invitati a Montecitorio il 3 novembre, per farne conoscere, a livello nazionale, i contenuti in occasione della giornata della legalità». Il film sarà proposto alla cittadinanza domani, alle 20.45, in sala consiliare.

Giancarla Gallo
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