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05.07.2018

Il sindaco aderisce al digiuno per Regeni

Anche Mirco Frapporti, sindaco di Fumane, e la moglie Elisa hanno aderito alla staffetta del digiuno per ottenere verità su Giulio Regeni e la liberazione di Amal Fathy, arrestata lo scorso 11 maggio in merito alla vicenda del ricercatore italiano assassinato, dopo essere stato torturato. I social media, specialmente twitter, con Amnesty Italia stanno portando avanti la battaglia capeggiata da mamma Paola e dall'avvocato Alessandra Ballerini, che prevede la staffetta, un bollettino giornaliero con i nomi delle persone che effettuano il digiuno, cui aderiscono associazioni ed individui singoli. Dal 14 maggio la signora Regeni ha annunciato l'inizio del digiuno; nulla è infatti stato fatto di costruttivo con un vero e proprio impegno dallo scorso governo. Il sindaco Frapporti, in contatto con Amnesty che ha portato all'adesione del comune di Fumane alla campagna e ad avere il banner elettronico sulla facciata del municipio, ha programmato domenica, come giorno di digiuno (sono ammesse solo tisane, tè e caffè), in quanto «considerato giorno più eroico per le rinunce che comporta». Moltissime sono le adesioni e le visualizzazioni a #veritapergiulioregeni e #FreeAmalfathy simboleggiato dall'immagine di un volto parzialmente coperto da un fazzoletto giallo, colore che ritorna anche in braccialetti e oggetti che riportano la scritta «Verità per Giulio Regeni». Regeni è scomparso 30 mesi fa al Cairo e da allora non si sa nulla. La battaglia per l'affermazione dei diritti umani è stata avviata dalla famiglia Regeni, che non si fermerà finché non avrà avuto verità e giustizia, grazie alle migliaia di persone che li sostengono. •

G.G.
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