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10.01.2019

Federici: «Non esiste l’emergenza cinghiali»

«Non esiste un’emergenza cinghiali e non è vero che il numero sia cresciuto esponenzialmente e senza controllo». A dirlo è Michelangelo Federici di Gorzone, presidente dell’Associazione provinciale Esperti accompagnatori Verona, portavoce del Coordinamento Veneto per la gestione faunistica e la protezione della natura, 58 licenze di caccia, grande esperienza come cacciatore di ungulati. «Dati alla mano, gli abbattimenti nella scorsa stagione sono stati per caccia 752, per controllo circa 40. Questa stagione, come abbattimenti in caccia, siamo a circa alla metà dell’anno scorso; segno che la specie è sufficientemente controllata dalle operazioni di contenimento attuate dai cacciatori». A Verona vigono due sistemi: quello del controllo con abbattimenti controllati dalla Provincia e quello della caccia in girata che si effettua in novembre, dicembre e gennaio. È necessario operare perché il numero degli esemplari non cresca in modo incontrollato, anche se è impossibile fare un censimento dei capi, date le abitudini della specie e la conformazione del territorio. Tutte le operazioni di caccia e controllo avvengono in stretto contatto con la Provincia. Un problema è anche dato dal fatto che questa specie può causare incidenti se il branco attraversa strade o autostrade di notte, come è successo sull’A1 qualche giorno fa, dove è morto un giovane e sono rimaste ferite una decina di persone. La nostra provincia ha pagato, lo scorso anno, circa 30.000 euro di danni «da cinghiale». Secondo Federici, il cinghiale «è una risorsa che va gestita» ed ama sempre ricordare che «la cosa più importante, anche per i cacciatori, è la conservazione della natura e quindi delle specie, che vanno attentamente gestite». «È necessario istruire i cacciatori nella conoscenza della natura e nel rispetto di regole ben definite», conclude Federici. «per questo organizziamo corsi di formazione e specializzazione con molte ore di lezione ed esercitazioni pratiche. Ora a Cavalo, sopra Fumane, c’è il macello Besi che funge da Centro di raccolta degli animali. È l’unico punto di raccolta dei selvatici abbattuti». •

G.G.
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