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24.11.2017

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Tutti alla cena con i profughi

Erano almeno un centinaio i fumanesi ospiti alla cena preparata da Ebrima, uno dei sei migranti, che hanno trovato ospitalità a Fumane. Non solo ospitalità (i sei infatti abitano in una villetta messa a disposizione da una famiglia, in centro paese, vicino al municipio), ma soprattutto amicizia. E martedì sera era chiaro dall’atmosfera amichevole, dai giochi, dal suono del bongo, dal senso di riconoscenza dei sei richiedenti asilo provenienti da Senegal e Gambia, che a Fumane hanno trovato casa e che qui cercano lavoro per stabilirsi.

Tutto è nato dopo la lettura in chiesa della lettera inviata da Papa Francesco, in occasione della Giornata dei poveri dello scorso 19 novembre, che invitava ad aprire le braccia ai bisognosi.

«L’idea della cena è nata per favorire la conoscenza e l’integrazione dei richiedenti asilo con la popolazione», dice Maria Paola Nicolis, capogruppo di maggioranza. «Alcune persone li hanno conosciuti impegnati nei lavori socialmente utili che il Comune ha affidato loro, quando puliscono le strade e riordinano le aree verdi. Altre persone desideravano incontrarli per conoscerli. Per questo abbiamo chiesto loro di preparare la cena con i loro piatti tradizionali».

Cous cous, riso, verdure stufate, spezzatini a base di pesce e carne in grande abbondanza, cucinati in lunghe ore di lavoro. «Sono importanti queste occasioni di incontro, non solo per loro, perché così possono sperare in una vita migliore, ma soprattutto per noi, è un’esperienza che ci fa crescere e insegna», aggiunge Fernando Cottini, ex sindaco e membro della Caritas. «C’è un gruppo di volontari che li segue nelle loro esigenze, dallo studio dell’italiano e nel fare i compiti con l’aiuto della volontaria Rachele, alla gestione della casa e del lavoro». I sei giovani, tutti maschi di età compresa tra i 18 e i 30 anni, si sono presentati, spiegando cosa fanno, oltre a seguire il corso di italiano per stranieri a San Vito di Negrar. Uno di loro ha ottenuto la licenza media, altri seguono i tirocini formativi che comprendono ore di studio e ore di pratica, come quello di viticoltura frequentato da Ebrima, ai lavori agricoli stagionali come la vendemmia: tutti e sei hanno lavorato nei vigneti in quattro diverse aziende della zona. Di questi, due lavorano a tempo determinato e a breve si dovrebbe definire la loro occupazione; altri sono in contatto con l’associazione Lavoro e Società, un altro fa il sarto ed ha dimostrato grandi capacità.

Continua l’impegno della coop Il Samaritano per l’accoglienza, ma è stato stipulato un accordo col Filo Continuo di Pescantina che a breve dovrebbe prendere la titolarità della gestione.

Giancarla Gallo
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