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04.05.2017

Davide e i suoi «angeli»
Commozione alla festa

Davide con i genitori alla festa in cui ha raccontato la sua storia
Davide con i genitori alla festa in cui ha raccontato la sua storia

Vento e pioggia dell’1 maggio non hanno fermato la spinta solidale alla Festa del Bambino di Vestenanova che ha richiamato centinaia di persone ad ascoltare «La storia di Davide», in una giornata per la quale da mesi si era messa in moto un’imponente macchina organizzativa con 115 volontari di 12 associazioni del territorio, coordinata dal Comune e sostenuta dalla Cassa Rurale di Vestenanova.

Tutti hanno potuto condividere la gioia e l’allegria del piccolo Davide che ha vinto la sua battaglia contro il «temibile gigante» di una malattia che lo colpì alla nascita: l’atresia (interruzione) del condotto esofageo che impediva il transito del cibo allo stomaco, deviandolo pericolosamente nella trachea, in direzione dei polmoni. Ora Davide, 10 anni segnati da mille ostacoli, sta bene e ha scritto un libriccino autobiografico: «La storia di Davide».

Lunedì doveva essere festa all’aperto, con gonfiabili al campo da calcio, expo di cavalli e carrozze, spettacoli per bambini, invece il meteo si è messo di traverso. Ma Davide non si è demoralizzato. Quando è arrivato il suo momento, con microfono e fare deciso, ha letto i suoi ringraziamenti che si era scritto su un foglio di quaderno. Poi, fra la commozione e gli applausi, ha detto: «Ho scritto questo libro per aiutare l’associazione Puzzle che si occupa di ricerca delle malformazioni dei bambini. Grazie al professor Gamba per essere venuto nel mio piccolo e bel paese, dove ci sono le ciliegie e le patate». E poi con un imprevedibile «Viva il Milan!», ha scatenato applausi e simpatia in tutti.

Al suo fianco due «angeli»: il professor Piergiorgio Gamba, primario della chirurgia pediatrica dell’ospedale universitario di Padova, che ha operato Davide, e Caterina Fortunato, presidente di Puzzle. Il primario era arrivato in paese al mattino per assistere alla celebrazione religiosa al parco del «Mulin dei Gaji» in cui altare e panche erano balle di fieno sistemate ad anfiteatro. Si è complimentato con gli organizzatori per la bella festa e al tendone, con semplicità, è entrato nel vivo della storia: «A un certo punto la famiglia di Davide si è ritrovata con un bambino che non poteva mangiare. E da sola, come accade a tanti genitori». Gli occhi lucidi di mamma Antonella erano il segno della sofferenza e l’angoscia vissuta. Ma il chirurgo ha concluso: «Dopo un lungo percorso ora Davide sta bene, grazie al sostegno della famiglia e all’intervento che abbiamo potuto fare». «La vicinanza» a chi è nella sofferenza è stata rimarcata dal primario quale elemento essenziale nella cura dei malati. Concetto ribadito con forza anche dal vicesindaco Massimo Camponogara che, con il sindaco Edo Dalla Verde, ha ringraziato la delegazione dell’ospedale di Padova. I fondi raccolti alla Festa vanno a Puzzle che sostiene progetti di ricerca assistenza del reparto.

Mariella Gugole
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