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17.04.2014

Cave, il Corpo forestale negli uffici del Comune

Il municipio di Fumane, ieri visitato dal Corpo Forestale dello Stato
Il municipio di Fumane, ieri visitato dal Corpo Forestale dello Stato

Il Corpo forestale dello Stato, ieri mattina, su mandato del pubblico ministero Beatrice Zanotti, ha acquisito documenti ed effettuato controlli nell'ufficio tecnico del comune di Fumane in merito all'inchiesta sui capannoni abusivi esistenti nelle cave in località Gorgusello.
Secondo le notizie Ansa, la perquisizione disposta dalla Procura di Verona riguarderebbe anche la presenza di rifiuti speciali contenenti scarti di fonderia, interrati dentro bidoni nelle cave in questione.
Il sindaco di Fumane, Domenico Bianchi, che sostiene di non sapere nulla di un eventuale esposto presentato da privati, dichiara: «A livello ufficiale non sono stato informato dei fatti. Martedì gli uomini della Forestale hanno chiesto l'appoggio della nostra Polizia locale per effettuare dei sopralluoghi nelle cave e ieri mattina sono rimasti qui in comune per un paio d'ore per acquisire materiale sulle autorizzazioni date nel tempo. In base ai nostri controlli sulle falde acquifere e alle segnalazioni, non si sono verificati di recente episodi di inquinamento o di presenza di rifiuti».
Un problema, quello dei capannoni abusivi, che si trascina da molti anni senza soluzione.
Secondo la legge 44, art. 21, i cavatori hanno la possibilità di realizzare manufatti al servizio dell'attività di cava per il ricovero di attrezzi e per la prima lavorazione.
Gli uffici comunali negli ultimi anni hanno rilevato incongruenze edilizie, peraltro sanabili con interventi diretti, per l'uso improprio di questi capannoni, anche per altre attività. In pratica è un fascicolo aperto da molti anni e le indagini continuano.
«Questa è la terza perquisizione che viene effettuata in seguito ad esposti che non ci è dato di conoscere», dichiara l'avvocato Daniele Zivelonghi, candidato sindaco nella lista Rinnovamento per Fumane e difensore di alcuni cavatori.
Quindi entra nel merito: «Tengo a precisare che non si tratta di capannoni abusivi, bensì dell' utilizzo di questi capannoni per la seconda lavorazione. Allo scopo abbiamo più volte chiesto e stiamo aspettando dal 2007 chiarimenti e una legislazione puntuale dalla Regione Veneto sulla seconda lavorazione della pietra». «Escludo che vi sia notizia di reato in zona ripristini delle cave», sottolinea infine Zivelonghi, «non può esserci interramento nella roccia. Con molta probabilità quella dei bidoni di rifiuti riguarda il terreno della Cementirossi in altra zona».

Giancarla Gallo
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