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09.08.2017

Cadura conferma
Il paese aderirà
al progetto Sprar

Villa Vezza in via Are, al centro della querelle sui profughi in questi mesi
Villa Vezza in via Are, al centro della querelle sui profughi in questi mesi

È arrivato in Consiglio il progetto di adesione allo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, collegato alla sicurezza sul territorio, in un’interpellanza del consigliere della Lega nord Davide Pedrotti. «Emerge palesemente la volontà dell’Amministrazione», scrive Pedrotti, «di voler aderire allo Sprar e inoltre è noto che, sempre l’Amministrazione, ha aperto un tavolo di confronto con parrocchie, associazioni, cooperative e medici di base e partecipa ad un tavolo con l’Ulss 9 sul problema. Chiedo che venga ribadita la posizione dell’Amministrazione in merito, che vengano resi pubblici i nomi dei partecipanti al tavolo e come intende l’amministrazione gestire il tema sicurezza, anche a fronte del probabile arrivo di presunti profughi a Villa Vezza». «L’adesione allo Sprar» ha risposto il sindaco Luigi Cadura, «che limita a 3 persone ogni mille abitanti il numero di persone da accogliere nel Comune, rappresenta l’unico modo per governare l’insediamento di richiedenti protezione internazionale sul proprio territorio. Da quando nel mese di dicembre 2016 fu raggiunto l’accordo tra l’Anci ed il Ministero degli Interni, l’amministrazione comunale, assieme agli altri comuni dell’Ulss 9, distretto 4 dell’ex Ulss 22, ha iniziato a valutare l’opportunità di aderire allo Sprar che consentirebbe di limitare il numero delle persone accolte, di gestire direttamente l’accoglienza, con la possibilità di adattare i progetti alla realtà del nostro Comune, distribuendo l’accoglienza sul territorio; di costruire progetti con il coinvolgimento delle altre entità socioeducative e no profit del territorio per una migliore integrazione; di vigilare su un’accoglienza rispettosa delle persone e delle regole».

Il problema principale nel ritardo dell’adesione del Comune allo Sprar è legato al reperimento delle sedi e all’incidenza sul bilancio dell’ente nel rispetto delle norme contabili e dei vincoli di finanza pubblica in quanto, anche se la spesa è coperta da contributi statali, c’è uno sfasamento temporale tra entrate e uscite «Queste difficoltà», precisa Cadura, «hanno fatto sì che sinora il nostro Comune, come molti altri della nostra Ulss, non abbiano potuto formalizzare l’adesione allo Sprar. Una volta superate le criticità l’amministrazione intende elaborare una progettazione Sprar da sottoporre al Consiglio comunale per una deliberazione di indirizzo ed eventuali deliberazioni collegate. Questa intenzione è stata portata a conoscenza della Prefettura il 24 febbraio 2017, anche se non è stata sufficiente per escludere il Comune dal bando per i Cas, il Centro di accoglienza straordinario, in quanto bisognava entro il 31 marzo 2017 aver sottoscritto una convenzione con il Ministero per l’adesione allo Sprar».

Da quel momento l’amministrazione ha tenuto vari incontri cui sono state invitate le parrocchie, gli istituti scolastici, i medici di base, le cooperative sociali Filocontinuo e Azalea, le associazioni sportive di Pescantina, la confraternita di san Vincenzo, l’associazione Sinergie e gruppi informali di giovani del territorio con lo scopo di valutare progetti di accoglienza e collaborazioni per migliorare l’assistenza alle persone bisognose del nostro territorio.

Conclude Cadura: «L’attivazione da parte della Prefettura di un Cas a Villa Vezza in via Are 211 verrà attentamente seguita dall’amministrazione comunale per stare vicino ai concittadini, di cui condividiamo le preoccupazioni, che sono anche le nostre, per risolvere eventuali criticità che dovessero sorgere».

Lino Cattabianchi
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