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13.02.2018

«Basta pesticidi Avvelenano uomo e natura»

Trattamento dei vigneti
Trattamento dei vigneti

In Valpolicella si fa sempre più insistente la voce di coloro che chiedono di limitare fortemente l’uso di pesticidi in agricoltura e di stipulare un patto per la salute tra operatori agricoli e residenti, addetti ai lavori in campo enologico-agronomico, medici, associazioni e istituzioni pubbliche. Un patto che possa anche prevedere, magari, la nascita di un distretto vinicolo biologico che dica addio a sostanze tossiche e pericolose per l’uomo e la natura. Salvaguardia della salute, tutela dell’ambiente e della biodiversità, sviluppo e diffusione dell’agricoltura biologica, infatti, in Valpolicella sono scelte sempre più urgenti secondo tanti residenti e pure parecchi addetti ai lavori a giudicare dalle oltre 150 persone che ad Arbizzano hanno affollato la sala civica a Villa Albertini per la terza serata informativa sui pesticidi promossa da Terra Viva Verona. Raramente la sala viene presa d’assalto da così tante persone, per eventi culturali e ricreativi a ingresso gratuito. Questa volta invece il pubblico non si è fatto attendere. MARCIA, L’associazione Terra Viva Verona, dopo incontri organizzati nei mesi scorsi a Sant’Ambrogio e Marano, ha promosso la serata con il patrocinio del Comune di Negrar e ha annunciato per domenica 13 maggio a San Pietro in Cariano, in accordo con altre associazioni, una marcia per dire «Stop pesticidi» sulla scia di iniziative similari nella campagna trevigiana. Un modo «per manifestare la nostra voglia di non essere più inquinati e bersagliati da sostante nocive», spiega il medico Giovanni Beghini, presidente di Terra Viva Verona e della sezione veronese di Isde (International society doctors for environment). «Chiederemo ai Comuni, alla Regione e al Governo di applicare il principio di precauzione vietando l’utilizzo di pesticidi, di potenziare gli strumenti di controllo sul territorio, di favorire e finanziare l’agricoltura biologica». Basta a frasi fatte, continua Beghini, del tipo «Il biologico è il futuro» oppure «I Comuni non possono fare nulla». «Il biologico deve essere il presente, perché non possiamo più permetterci di perdere tempo, e gli enti locali possono fare molto». afferma. DANNI ALLA SALUTE. Rischi e pericoli concreti per la salute dell’uomo e dell’ambiente connessi all’uso in viticoltura di alcune tipologie di fitofarmaci sono stati illustrati dall’oncologo di Negrar Roberto Magarotto, oltre che da Beghini. «Un’esposizione prolungata nel tempo ad alcuni pesticidi durante i trattamenti nei vigneti può comportare rischi al sistema endocrino, danni neurologici e respiratori cronici, effetti cancerogeni», spiega Magarotto, citando malattie della tiroide, diminuzione della fertilità maschile, neuropatie degenerative come il Parkinson, bronchiti croniche e tumori. «Chi irrora le vigne è il primo che deve proteggersi in maniera adeguata durante i trattamenti e fare attenzione all’uso corretto dei fitofarmaci, eliminando quelli più pericolosi, e usare meccanismi anti deriva per evitare inutili e dannose dispersioni delle sostanze». Il giovane agricoltore Matteo Mignolli, con vigneti a Negrar e San Pietro, ha parlato della sua esperienza nella viticoltura biologica. «Si può fare, e bene», afferma. «La conversione al biologico non è semplice, è faticosa, ma credo sia necessaria», conclude Mignolli, componente di Terra Viva Verona e Aveprobi (Associazione veneta produttori biologici e biodinamici). REGOLAMENTI UNIFICATI. Infine il vice sindaco di Negrar, Fausto Rossignoli, ha spiegato che cosa sta facendo il Comune insieme agli altri Comuni della Valpolicella, per la stesura di un regolamento unificato di polizia rurale, e singolarmente, nell’ambito della Variante generale al Pat (Piano di assetto del territorio): «A breve i nostri Comuni approveranno un regolamento unico che si allinea con le norme più attuali, perché con azioni condivise saremo più forti». Qualche esempio? «Alcune sostanze tra le più nocive non si potranno più adoperare, le misure anti deriva saranno necessarie, i viticoltori biologici e certificati saranno premiati». Per orientare in questa direzione i coltivatori, inoltre, l’amministrazione negrarese metterà in campo con la Variante anche altre misure. «Faremo risparmiare tempo e denaro a chi coltiva in modo biologico ed è certificato», conclude il vice sindaco. Logica molto pragmatica, in attesa di un cambiamento culturale, perché sia salvaguardata a dovere la salute di chi vive e lavora in Valpolicella. •

Camilla Madinelli
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