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08.02.2018

Balli, canti e suoni ritmati
creano empatia tra tutti
e abbattono le barriere

Evviva l’empatia. Soprattutto quando ci permette di avvicinarci e conoscerci veramente andando oltre divisioni, preconcetti, confini nazionali e disabilità. Prosegue fino al 9 febbraio, in Valpolicella, il progetto europeo “Empathetic Kids” ideato dalla rete di scuole veronesi “Polo europeo della conoscenza” coordinato da Stefano Cobello e organizzato dalle insegnanti Nicoletta Scapini e Mariarosa Aldrighetti, in servizio alle scuole medie di Negrar la prima e a quelle di Fumane la seconda (il polo scolastico di riferimento dell’intero progetto è l’Istituto comprensivo Lorenzi di Fumane).

 

In Valpolicella sono arrivati 10 insegnanti e otto studenti provenienti da scuole dell’infanzia, primarie, secondarie, professionali e speciali di Turchia, Spagna, Polonia, Romania e Macedonia. Oltre a momenti di studio e incontro esclusivamente dedicati a loro e ai colleghi veronesi, il progetto ha previsto due iniziative aperte a tutti che sono state seguite da un pubblico caloroso: un balletto spettacolo sulla diversità e il suo possibile, auspicabile superamento, proposto martedì 6 febbraio dall’associazione “Diversamente in danza” nel teatro parrocchiale di Fumane; il concerto a orario aperitivo della band Mente Locale diretta dal musicoterapeuta Stefano Cainelli, mercoledì 7 febbraio, al ristorante dell’hotel Gran Can di Pedemonte, dove è alloggiato il gruppo di docenti e studenti stranieri che partecipano al progetto. Una scelta fatta non a caso: l’albergo, infatti, è gestito dalla cooperativa Azalea insieme a persone con disagi mentali che, in questo modo, riprendono le redini della loro vita lavorando e sintonizzandosi “empaticamente” con gli ospiti. L’inclusione, qui, è realtà.

Camilla Madinelli
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