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11.07.2018

Vigilanti anti lupi nelle malghe La Regione arruola disoccupati

Un lupo: le predazioni nei primi sei mesi di quest’anno, nel Veronese, sono state tredici
Un lupo: le predazioni nei primi sei mesi di quest’anno, nel Veronese, sono state tredici

La Regione prevede di destinare 4 milioni di euro per impegnare soggetti disoccupati nella sorveglianza notturna degli animali domestici nelle malghe. Lo ha annunciato l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan in occasione della firma a Venezia del protocollo d’intesa per fronteggiare i danni arrecati dalla presenza del lupo sulle montagne venete. Il documento è stato sottoscritto con la Regione, da Coldiretti, Associazione regionale allevatori Arav, da tre grandi aziende di trasformazione casearia (Lattebusche, Latterie Vicentine e Latteria Soligo) e dai tre consorzi di tutela dei formaggi Asiago, Monte Veronese e Montasio. Pan ha anche assicurato che per gli indennizzi destinati agli allevatori che abbiano subito una predazione, il bilancio regionale ha le necessarie disponibilità di copertura. I dati sono comunque in crescita a livello regionale anche se finora in Lessinia, in questo primo scorcio di stagione, siamo a livelli inferiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando furono 163 gli eventi predatori attribuiti ai lupi sul territorio regionale, con 357 vittime (115 bovini, 219 ovi-caprini, 21 asini e 2 di altre specie). Nei primi sei mesi di quest’anno sono già 43 le predazioni denunciate dagli allevatori veneti: 17 nel Bellunese, 4 nel Trevigiano, 9 nel Vicentino e 13 in provincia di Verona, da aggiornare a 17 per la prima settimana di luglio con 49 capi uccisi e 8 feriti o soppressi. Il protocollo impegna la Regione a proseguire il monitoraggio sull'effettiva distribuzione del lupo, a rilevare la presenza di eventuali ibridi cane-lupo, nonché a coordinare gli organi competenti per affrontare il problema dei cani vaganti. Si impegna altresì a coprire la totalità dei costi sostenuti per l'installazione dei recinti elettrificati e per l'acquisto di cani da guardianìa; a contribuire all'adozione di ulteriori sistemi di protezione del bestiame, come la presenza di vigilanti nelle malghe e sui pascoli; ad erogare gli indennizzi non oltre tre mesi dopo l'avvenuto accertamento del danno e, infine, a promuovere iniziative di informazione e formazione degli allevatori per prevenire le perdite da predazione. L’assessore Pan ha ricordato le azioni che la Regione ha posto in essere, a partire dal «Tavolo regionale di partecipazione ed informazione per la gestione del lupo e dei grandi carnivori». Nel corso del 2018, sono stati effettuati 13 incontri sul territorio con i rappresentanti degli enti locali, delle associazioni di categoria, allevatori e malghesi per diffondere le informazioni riguardanti la presenza del lupo sul territorio regionale e per informarli sulle modalità di richiesta degli strumenti di prevenzione. Sono state sviluppate delle azioni di sensibilizzazione nei confronti delle comunità locali, supportando le aziende danneggiate e riconoscendo alle stesse un indennizzo pari al cento per cento del danno subito ed attuando una linea veloce di erogazione dei rispettivi contributi. Ai 10 cani pastori maremmano-abruzzesi, in grado di affrontare predatori come il lupo, affidati a pastori veneti nel corso del progetto Life WolfAlps, conclusosi lo scorso maggio, e ai 200 recinti già acquistati e installati, Pan ha aggiunto che sono in fase di affidamento quattro incarichi per supportare gli allevatori nell’installazione dei recinti e verificarne il loro corretto funzionamento. Inoltre, a febbraio, è stato approvato un bando regionale per l’acquisto di recinzioni per la protezione degli allevamenti con una dotazione di 200mila euro. Con un successivo provvedimento di aprile, è stata richiesta la modifica del Programma di sviluppo rurale per introdurre una misura finalizzata alla prevenzione dei danni da fauna selvatica (tra cui i grandi carnivori) con una dotazione di un milione di euro per attività da effettuarsi nel 2019 e 2020. È stato aperto uno sportello presso la Reggenza dei Sette Comuni, al fine di assistere gli allevatori nell’affrontare le problematiche che emergono a seguito dell’arrivo del lupo e analoga iniziativa sarà realizzata anche nelle altre zone di predazione del Veneto: Lessinia, Grappa, Valbelluna e Col di Lana. L’assessore Pan ha garantito l’interessamento della Commissione europea per cambiare lo stato di protezione del lupo, attualmente in grande espansione e a proseguire l’azione intrapresa a livello nazionale per intervenire con forme di controllo numerico della specie nelle aree fortemente antropizzate e ad alta densità di pascoli e allevamenti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vittorio Zambaldo
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