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04.10.2017

Valbusa: «Mi ha devastato
solo mettere le tabelle»

È stata una prima edizione promossa alla grande, anche se ci sarà sicuramente da migliorare: «Perché non pensavamo a questi numeri, che hanno superato i 500 concorrenti quando ne prevedevamo la metà», ha osservato Fulvio Valbusa, il Bubo olimpionico dello sci di fondo che con un gruppo di volontari coordinati da Simone Scandola, Remigio Birtele ed Emiliano Ferrari è tra gli organizzatori della prima Lessinia Legend Run, corsa in montagna su lunga distanza. «È stata una grande soddisfazione e Velo si presta molto per un evento simile con una piazza così scenografica», ha aggiunto osservando quanti si facevano selfie con la scenografia architettonica e naturalistica del luogo. Da campione che può dire del percorso più lungo? «Ho provato fino a 30 chilometri mentre tabellavo e sono tornato a casa la sera devastato. Tremila metri di dislivello si fanno sentire: a tratti è un percorso che si fa di corsa, in altri si cammina con precauzione su spuntoni di roccia esposti, ma sono le parti più belle di Lessinia e Carega. Solo la soddisfazione di chi arriva al traguardo contento ci fa dire che non possiamo mancare con una seconda edizione», ha promesso Valbusa. «Ci ha colpito l’alta presenza femminile, che supera il 30 per cento dei concorrenti», hanno detto Ferrari e Scandola, «e che nonostante la prima esperienza e il tempo inclemente, non ci sia stata una lamentela. Cose da migliorare ci sono senz’altro ma puntiamo a rendere i tre percorsi definitivi con dei piccoli aggiustamenti se sarà necessario.. Tutti hanno apprezzato il livello tecnico perché anche la distanza più corta aveva delle difficoltà importanti e non era affatto una passeggiata», hanno concluso. V.Z.

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