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11.05.2018

Sulle orme del «Tilio» tra dinosauri e fossili

L’orma del dinosauro teropode Kayentapus recuperata nell’alta valle del Revolto in località Bella Lasta
L’orma del dinosauro teropode Kayentapus recuperata nell’alta valle del Revolto in località Bella Lasta

Un convegno e una mostra al Museo geopaleontologico di Camposilvano, che resterà aperta fino al 16 settembre, inaugurano domani il progetto «Sulle orme di Attilio Benetti», organizzato dall’Associazione museo dei fossili della Lessinia con il sostegno di Fondazione Cariverona e la collaborazione del Parco naturale regionale della Lessinia e delle associazioni Le Falìe e Curatorium Cimbricum Veronense. A cinque anni dalla morte del paleontologo Benetti, ci sono molti eventi in calendario e tutti di rilievo anche internazionale, a partire dalla mostra su dinosauri e ammoniti della Lessinia che sarà inaugurata alle 14.30 al museo geopaleontologico dedicato allo stesso Benetti, che ne fu l’ispiratore e il custode fino alla morte. Tra le rarità c’è la seconda impronta di dinosauro, recuperata due anni fa dall’Associazione Museo dei fossili a Bella Lasta, sul versante occidentale dell’alta valle di Revolto, per preservarla dall’erosione che già l’aveva danneggiata. È stata restaurata e posta in connessione con la prima recuperata nel 2000 dal Museo civico di storia naturale di Verona: con le due impronte si può ora avere l’idea del passo del dinosauro teropode Kayentapus che la lasciò sul bordo di quella che doveva essere la spiaggia di una laguna tropicale e dove sono ancora visibili, a un occhio esperto, almeno altre quattro diverse piste percorse da due differenti specie di dinosauri, di cui due quadrupedi e due bipedi, vissuti circa 195 milioni di anni fa. FURONO RINVENUTE nel 1992, a circa 1.650 metri sul livello del mare, dal geologo Guido Roghi, impresse sul lastrone del Giurassico, alla distanza di circa un metro l’una dall’altra, lunghe 32 centimetri e larghe 28, tridattile e con dita piuttosto tozze. Gli studiosi le hanno attribuite a Kayentapus, un dinosauro teropode, bipede e carnivoro, che aveva un’altezza all’anca di circa 160 centimetri, dello stesso gruppo dei dinosauri più conosciuti, inclusi il Tyrannosaurus rex e il Velociraptor, resi celebri dal film «Jurassic Park». Con la mostra sarà anche inaugurata una scultura in legno dell’artista cadorino Mauro Lampo Olivotto, che rappresenta il dinosauro Kayentapus della Bella Lasta a grandezza naturale. La scultura, denominata Icarus, verrà esposta al pubblico e sarà poi appesa in corrispondenza della pista di impronte originali. Sarà allestita anche una vetrina sugli ittiosauri della Lessinia che presenterà una mascella di ittiosauro scoperta a Campo Retratto (Erbezzo) nel 1881 e conservata al Museo di storia naturale di Verona, e uno spettacolare rostro di ittiosauro scoperto nel 2010 da Romeo Aldegheri sulle colline sopra Tregnago. Questo reperto è stato studiato dall’Università di Modena, che lo ha datato con precisione al periodo Cretaceo, usando i microfossili della matrice calcarea che lo ingloba. VERRÀ ESPOSTA una lastra contenente il cranio, la mascella e vari resti ossei, del Neptunidraco ammoniticus, il più antico coccodrillo scoperto al mondo. La lastra proviene da una località sconosciuta dei Lessini, probabilmente una cava di Rosso Ammonitico e Oolite di San Vigilio, forse la stessa cava di Camposilvano. Il reperto è conservato al Museo geologico Giovanni Capellini dell’Università di Bologna che lo ha prestato per la mostra e sarà per la prima volta esposto nel Veronese. Il museo di Camposilvano ospiterà anche una nuova vetrina sulle ammoniti della Lessinia, dove verranno esposti anche tre esemplari di Benetticeras benettii (la specie intitolata ad Attilio Benetti) e alcune ammoniti eccezionali provenienti da vari giacimenti della Lessinia, raccolte nel corso di decenni di ricerche in collaborazione con diverse università italiane e straniere da Benetti e dai suoi principali collaboratori, Luigi Ambrosi e Nicola Pezzoni. Le sorprese non finiscono perché per l’occasione il museo ha rinnovato numerose vetrine, come quella dei minerali, arricchita da una bellissima collezione di selci della Lessinia e da nuovi reperti raccolti nel mondo e forniti da collezioni private di Piero Cappelli, Sergio Rizzardi e dall’Associazione geologica mineralogica veronese. •

Vittorio Zambaldo
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