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23.02.2018

Robotica e acqua, le elementari vanno a Rovereto

I bambini con i loro maestri e il progetto che domani porteranno a Rovereto FOTO AMATOCentrale idroelettrica realizzata con il Lego
I bambini con i loro maestri e il progetto che domani porteranno a Rovereto FOTO AMATOCentrale idroelettrica realizzata con il Lego

Mentre i grandi delle medie si preparano per la sfida della finale nazionale in programma l’8 e il 9 marzo a Rovereto della First Lego League (il campionato di scienza e robotica a squadre) i più piccoli delle elementari, una seconda di Velo e una quinta di Roverè, hanno pronto il loro progetto sull’acqua da portare all’esame della commissione della sezione Junior, domani a Rovereto. La loro non sarà una sfida, perché non è prevista una classifica per i più piccoli, ma il tema affidato è lo stesso e pari è l’impegno richiesto commisurato all’età e alle competenze. Si parlerà di acqua, risparmio, riciclo, tutela delle sorgenti e l’argomento ha interessato i sei piccoli alunni del secondo anno della primaria di Velo che hanno ascoltato la testimonianza dello speleologo Riccardo Tezza, del geologo Roberto Zorzin e del docente universitario di geografia Ugo Sauro arrivando a capire che un bene così prezioso non va sprecato, che l’inquinamento rischia di ridurre le riserve e che ci sono buone pratiche per un risparmio intelligente a partire dai rubinetti di casa. Hanno costruito una grotta di mattoncini e mostrato attraverso animazioni che avviano dal loro tablet il ciclo dell’acqua: l’acqua cadendo dal cielo penetra nel terreno carsico, forma stalattiti e stalagmiti, ma incontra anche i rifiuti abbandonati. Si sono inventati «i grottini», personaggi che entrano ed escono dalle grotte liberandole da ogni genere di rifiuto. «Siamo partiti dalla leggenda di Silvano, racconto di Attilio Benetti che abbiamo letto in classe e che è diventato l’argomento proposto da Alessandro Anderloni per uno spettacolo teatrale che proporremo a fine anno», annunciano le insegnanti Maria Teresa Erbisti e Roberta Castagna, «e il progetto dell’acqua non ha coinvolto solo la seconda con la robotica, ma l’intera scuola, con approfondimenti, visite ai Covoli, alla Grotta di Roverè Mille. La robotica è stata una scusa per lavorare bene giocando e sentirsi dire dai bambini che giovedì è un bel giorno perché si torna a scuola anche il pomeriggio, e questo ci ha fatto capire di aver colto nel segno». Alla quinta di Roverè, l’idea di partecipare alla First Lego League Junior l’hanno avuta il primo giorno di lezione, assillando l’insegnante di matematica, scienze e tecnologia Laura Campedelli per iscriverli subito al concorso. Il tema dell’acqua li ha subito coinvolti a partire dal carsismo, dalla scarsità d’acqua in Lessinia. Da qui sono partiti ipotizzando un progetto scientifico e tecnologico che ha portato a costruire con i mattoncini e le animazioni robotiche una centrale idroelettrica, con diga, turbina, alternatore e trasformatore, nonché linea di tralicci, per portare l’energia prodotta in una contrada della Lessinia dove l’acqua diventa essenziale ai vigili del fuco impegnati nello spegnimento di un incendio. Hanno perfino inventato il movimento di una trivella che va alla ricerca di acque sommerse da portare in superficie. Indossano tutti una candida maglietta con serigrafato il nome della squadra (A World of Waterfalls, Un mondo di cascate), hanno ascoltato i nonni su come era usata l’acqua un tempo, come serviva all’industria del freddo per fabbricare ghiaccio da vendere in città: hanno lavorato in 13, divisi in tre gruppi. Anche loro, come i più piccoli di Velo, partecipano per il piacere di far conoscere le proprie abilità e condividere mesi di lavoro su un tema che interessa molto e sul quale i bambini di oggi hanno una maggiore sensibilità dei loro coetanei di qualche decennio fa. Non ci saranno premi o graduatorie, solo la soddisfazione di essere riusciti a immaginare possibile il sogno di una terra più pulita, ospitale e più bella per tutti. •

Vittorio Zambaldo
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