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04.10.2017

Muscoli e fiato
Su e giù in Lessinia
per 46 chilometri

L’abbraccio tra Francesco Tanara e Giacomo Forconi, secondo e primo  nella gara di 46 chilometri
L’abbraccio tra Francesco Tanara e Giacomo Forconi, secondo e primo nella gara di 46 chilometri

C’è chi è arrivato sfinito ed è scoppiato in lacrime, chi ha abbracciato il compagno o la compagna di avventura, chi era così fresco, dopo 46 chilometri e tremila metri di dislivello, da sembrare appena rientrato dalla quotidiana passeggiata con il cane. Questa è stata la prima edizione della Lessinia Legend Run, corsa trail di montagna partita e arrivata a Velo su tre percorsi di 10, 20 e 46 chilometri.

Ben 508 i concorrenti spalmati sui tre itinerari in una giornata che ha lasciato poco spazio al romantico, causa una pioggerellina insistente che ha bagnato percorsi e concorrenti. Ma all’arrivo, rifocillandosi al ristoro gestito dal gruppo Fidas di Velo e San Mauro di Saline erano tutti felici per aver tagliato il traguardo: sia chi aveva già navigato in decine di simili imprese e chi era invece alla sua prima esperienza, provata timidamente sul tragitto più corto, ma con il proposito che il prossimo anno si raddoppierà.

Raddoppieranno anche i concorrenti, perché tutti hanno decantato le lodi degli itinerari, lamentando solo qualche punto oscuro sulla strada da intraprendere, causa a volte la nebbia che li ha accompagnati, soprattutto sul Gruppo del Carega. Uno, che avrebbe avuto buone chance di vittoria sul percorso estremo ha sbagliato strada e si è ritrovato all’arrivo prima del previsto con i concorrenti di quello medio: «È colpa mia. Se tutti gli altri hanno fatto la strada giusta vuol dire che mi sono distratto», ammette.

Questi i nomi dei gloriosi: Giacomo Forconi ha vinto in 5 ore e 17 secondi sul tragitto di 46 chilometri, seguito a 5 minuti e 42 secondi dal veronese Francesco Tanara e da 11” da Christian Vivari.

Prima delle donne Isabella Lucchini in 6 ore 40’38”, diciassettesima in classifica generale con appena sedici maschi davanti. La seguono con lo stesso tempo, con un ritardo di 16 minuti Irene Borgna e Francesca Dal Bosco.

Sul tragitto da 20 chilometri Roberto Clarig con 1h56’36” ha preceduto di appena sette minuti un’incredibile Giulia Scardoni, che si è ovviamente classificata prima delle donne. A 8’ è arrivato Damiano Zoccante e a 9’ Fabrizio Panella.

Per arrivare alla seconda donna della classifica femminile bisogna scendere fino al 41° posto con Barbara Trazzi e al 60° con Gabriela Barjak, staccate di mezz’ora da Giulia.

La 10 chilometri, a torto ritenuta una passeggiata, ha visto trionfare Mirko Zancarli (1 ora e 28 secondi) e staccato di appena cinque secondi Daniel Vinco e a 18” Alessandro Lucchini. Tra le donne bella impresa di Veronica Chiusole, quarta assoluta a tre minuti dal vincitore maschile, seguita da Elisa Presa, ad appena un minuto e da Marta Carradore a poco meno di 5 minuti.

Forconi, marchigiano ventiseienne di Treia (Macerata) da due settimane trasferitosi a Cavalese per inseguire il sogno di diventare tra i più forti skyrunner mondiali, è tra quelli che sembrava non aver fatto alcuna fatica: «Il tracciato ha rispecchiato molto le mie aspettative, molto tecnico con discese particolarmente ripide, rese più difficili dalla pioggia e dalla nebbia, ma sicuramente un bel percorso da ripetere».

Francesco Tanara, quarantacinquenne di Badia Calavena era sulle montagna di casa, quelle che frequenta per allenamento: «Sì, non ho avuto problemi di rischiare di sbagliare strada, ma è la prima volta che mi misuro con una distanza così lunga. Di solito affronto i 20 chilometri. Temevo i crampi ma è andato tutto bene. Ho trovato difficile l’ultima discesa dal Malera con le unghie che mi pulsavano. Però è stato un buon test, perché con l’età mi rendo conto di far fatica a star davanti ai giovani, mentre sulle lunghe distanze mi pare di aver ancora qualcosa da dire». Il sogno restano gli sci stretti che spera di poter indossare quest’anno anche in allenamento per la Marcialonga alla quale si allena con il figlio Mattia di 17 anni: «È più forte di me ed è un buon motivo per allenarmi con lui», ha aggiunto.

Vivari, di Fai della Paganella, ha descritto l’itinerario come molto bello: «Peccato per la nebbia che non ce lo ha fatto gustare appieno, mente non mi aspettavo la salita finale del Monte Purga, una mazzata prima dell’arrivo. Comunque tutto bene e complimenti agli organizzatori. Lavoro nel turismo e so che non è facile preparare un evento simile», ha aggiunto.

Giulia, Scardoni, un passato da fondista, passione che coltiva ancora come maestra di sci, ha compiuto davvero l’impresa con quel suo secondo posto in classifica con gli uomini nella 20 chilometri: «È stata dura ma ce l’ho fatta. Il Purga me lo aspettavo perché mi sono allenata sul tracciato da 10 chilometri e lo conoscevo bene, ma è sempre una salita tosta. Sul risultato ci contavo ma non bisogna mai dar nulla per scontato», ha ammesso, anche se è sempre stata in testa e ora pensa all’imminente stagione invernale e non tralascia la possibilità di continuare ad allenarsi correndo.

Vittorio Zambaldo
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