CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

28.09.2016

Gli speleologi:
«Grotte veronesi,
si può fare di più»

Un momento di un laboratorio di speleologia per bambini a «Tutti giù in Lessinia» FOTO AMATO
Un momento di un laboratorio di speleologia per bambini a «Tutti giù in Lessinia» FOTO AMATO

Oltre duecento speleologi iscritti tutti ad associazioni venete, ma anche da Nuoro, Genova, Torino, Firenze e Pordenone, e altrettanti accompagnatori e curiosi, hanno coronato il successo della prima manifestazione regionale promossa a Velo dai gruppi speleologici associati alla Commissione spelelologica veronese e dalla Pro loco. Ci sono state decine di conferenze, alcune di livello tecnico superiore, ma tutte molto partecipate e incontri e mostre per i «profani», interessati al mondo sotterraneo. Vi hanno partecipato nomi di caratura internazionale come il fotografo di National Geographic Robbie Shone e la regista Micol Pallucca oltre a Francesco Sauro che qui è di casa, ma ha meritato il premio Rolex 2014 per sviluppare il suo progetto di ricerca nei Tepui amazzonici e un servizio su «Time» che lo ha inserito tra i dieci giovani che cambieranno il mondo del futuro.

Ce n’è abbastanza per dire che è stato un successo la tre giorni di «Tutti giù in Lessinia!» e Riccardo Tezza, del Gruppo grotte Falchi e presidente della Pro loco, con Bruno Pellegrini, presidente della Commissione speleologica veronese, ne vanno giustamente orgogliosi, anche se lamentano le sedie vuote lasciate dagli amministratori locali in occasione della tavola rotonda che avrebbe dovuto discutere di nuove proposte di gestione e tutela del territorio carsico. «Facciamo un lavoro impegnativo», dicono Pellegrini, Sauro e Tezza, «e abbiamo censito grotte in ogni comune della montagna veronese, perché siano conosciute e valorizzate. Ma se si escludono il Covolo di Camposilvano, il Ponte di Veja e la Grotta di Monte Capriolo, del resto non si conosce nulla. Noi siamo a disposizione e gli amministratori si facciano avanti per fare insieme qualcosa di costruttivo.

Manifestazione come questa», precisano, «fanno conoscere comunità speleologiche importanti; rivelano l’esistenza di un patrimonio sconosciuto; danno idea della dimensione che il lavoro volontario può fare come ad esempio nell’azione di Puliamo il buio, che ogni anno ripulisce una grotta da rifiuti che negli anni vi sono stati gettati dentro».

«Sono 970 le grotte censite in Veneto e si continuano a fare nuove scoperte», aggiunge Andrea Ceradini del comitato organizzatore, «e per sabato e domenica prossimi invitiamo tutti a partecipare a visite ed esplorazioni in occasione della giornata nazionale della speleologia alla grotta di Monte Capriolo in Lessinia o a La Tanella sul Baldo. Le grotte, anche se non si vedono, sono un patrimonio importante da difendere e valorizzare; invece è tutto lasciato al volontariato».

«Tutti giù in Lessinia è stata la prima manifestazione del genere in Veneto e può essere un riferimento per la speleologia della nostra regione», aggiunge Tezza, «e ne auspichiamo la continuità, magari con una cadenza biennale, utile anche per aggiornare le ricerche che si svolgono sulla materia. Per questa edizione dobbiamo un grazie ai volontari della Pro loco, al Comitato della Festa grande di Santa Viola di Azzago che ha curato la cucina; alla Protezione civile di Velo e al blog Monti Lessini.it che ha tenute aggiornate le informazioni sull’evento, nonché Le Falìe per l’animazione e gli spettacoli».

SE I VOLONTARI, gli speleologi e gli appassionati hanno avuto l’imbarazzo della scelta fra le diverse opzioni di conferenze, visite guidate, mostre e stand con le proposte di materiale tecnico ed editoria di montagna, i bambini e ragazzi sono stati affascinati dai laboratori: si disegnavano mostri, si costruivano pipistrelli, si poteva assistere al film «Grotto» o alla spettacolo «Sera i oci te conto 'na storia», di Alessandro Anderloni e Leonardo Finetto, recitato e cantato vent’anni dopo dai figli dei bambini di allora, oppure ascoltare incantati le storie di Mariapia Zay venuta apposta per raccontare quelle scritte nel suo libro «A Pippilandia tutto può succedere», o inoltrarsi in un percorso speleologico artificiale.

La piazzetta accanto al municipio è stata intitolata dall’amministrazione del sindaco Mario Varalta ad Attilio Benetti, in una semplice cerimonia che ha visto gli amici e le autorità ricordarlo come l’amico, lo studioso autodidatta, ma anche uomo riconosciuto a livello internazionale, fonte di ispirazione e passione per la geologia e la speleologia per generazioni in tantissimi giovani: «Ciò che lo rappresenta di più è la spirale dell’ammonite, simbolo di conoscenza che si sviluppa e cresce», ha ricordato Francesco Sauro sotto lo sguardo del ritratto del Tilio eseguito dal pittore Aldo Soresini, un quadro che finirà nel Museo dei Fossili di Camposilvano, creatura di Benetti, e che continuerà ad accogliere e guidare i visitatori.

Vittorio Zambaldo
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1