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11.10.2016

Folla di fedeli per l’arrivo
di don Luca e don Michele

Don Michele e don Luca
Don Michele e don Luca

«Accanto all’effervescenza di don Michele Valdegamberi ci sarà la maturità di don Luca Bonesini, con qualche anno in più di esperienza per un’integrazione che andrà a impreziosire il loro ministero pastorale».

Le parole di monsignor Luigi Magrinelli, vicario foraneo della Val d’Illasi e delegato del vescovo Giuseppe Zenti, hanno caratterizzato l’arrivo dei due nuovi parroci dell’Unità pastorale della Lessinia orientale, nel corso della celebrazione per il loro insediamento avvenuto sabato. Fra gli otto sacerdoti concelebranti c’era anche il giovane don Marco Vezzari, di Illasi, già segretario del vescovo, che d’ora in poi nei fine settimana sarà in Lessinia in qualità di collaboratore.

Portoni spalancati della chiesa per la folla di fedeli che traboccava all’esterno sotto il colonnato della chiesa di Vestenanova, ammiraglia della flotta di altre sei chiese dell’area più a nord-est della diocesi veronese: Vestenavecchia, Castelvero, Bolca, Sprea, San Bortolo e Campofontana.

In prima fila, con la fascia tricolore, c’erano i tre sindaci dei comuni compresi nell’Unità pastorale: Edo Dalla Verde, sindaco di Vestenanova, Emanuele Anselmi sindaco di Badia Calavena e Aldo Gugole sindaco di Selva di Progno. «Ti faccio il parroco più alto di tutta la diocesi». Aveva detto il vescovo Zenti il 31 maggio a don Michele, nominandolo parroco moderatore della Lessinia orientale. «Sono seguiti alcuni interminabili secondi di silenzio», ha raccontato il trentaduenne sacerdote durante l’omelia, «Da un lato c’era la gioia di ritornare alle mie amate montagne. Però mi è salita anche un po’ di paura» ha ammesso, «quando facendo due conti mi sono reso conto che si trattava di ben sette parrocchie. Ma la Madonna mi ha aiutato e ho iniziato a provare la serenità del cuore che oggi mi fa dire di essere contento di essere qui in mezzo a voi».

Una condivisione di intenti ha poi fatto eco nelle parole del coparroco don Luca,46 anni, più sobrio ma determinato nel trasmettere al popolo dei fedeli la volontà di essere il più possibile in mezzo a loro tenendo sempre presenti le parole di papa Francesco «Dovete essere pastori con l’odore delle pecore».

I due sacerdoti hanno in parte giocato d’anticipo sulle richieste giunte poi dal mondo delle istituzioni, i sindaci, che ripongono nei neoparroci: «Grandi speranze per la vita spirituale e sociale delle comunità». Quattro le corali che hanno dato solennità alla celebrazione, alternandosi con i canti nei vari momenti liturgici. E non poteva certo mancare il colorato e tonante folklore dei trombini di San Bortolo, in costume giallo-verde, per onorare con tre boati il grande evento e la moltitudine di fedeli.M.GU.

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