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24.10.2017

Da rubinetti acqua marrone che puzza
Colpa di un inquinamento da pioggia

L'acqua scura e maleodorante uscita da un rubinetto a Roverè
L'acqua scura e maleodorante uscita da un rubinetto a Roverè

Non è stato piacevole per un cittadino di Roverè aprire il rubinetto del bagno per lavarsi i denti prima di andare a letto domenica sera e vedere uscire acqua marrone e dall’inconfondibile odore di stalla. Ha chiamato allarmato Acque Veronesi, ricevendo in risposta che ci sarebbe stato un intervento immediato per risolvere la situazione problematica.

«L’acqua era marrone e aveva un forte odore di urina di vacche», denuncia, «sembrava proprio di avere la stalla in casa dall’odore che usciva dal rubinetto e dalla vaschetta del water. Mi sono messo a letto, ma sentivo quell’odore penetrare ovunque e ho fatto fatica ad addormentarmi. Il mattino mi sono alzato presto per andare al lavoro e la situazione era migliorata per quando riguarda il colore dell’acqua, ma l’odore si sentiva ancora».

Nel tardo pomeriggio di ieri era ancora percepibile seppure più attenuato. Il fenomeno ha interessato abitazioni servite dall’acquedotto nei Comuni di Velo e di Roverè, e Acque Veronesi ha ricostruito così l’accaduto: «Si è verificato un inquinamento a causa del forte temporale e una delle sorgenti che alimentano il serbatoio di località Salaorno, fra Roverè e Velo, ha versato acqua inquinata. Il fenomeno è stato evidenziato anche dal nostro sistema di telecontrollo, grazie ai turbidimetri che sono presenti in ogni sorgente e segnalano le variazioni di limpidezza dell’acqua. Le segnalazioni pervenute dai cittadini sono state quattro o cinque. Siamo intervenuti immediatamente chiudendo gli ingressi dell’acqua, svuotando la vasca, spurgando la rete nei punti terminali, disinfettando il serbatoio e clorando l’acqua pulita che ha cominciato a riempirlo e a distribuirsi in rete. Alle 4 di mattina l’acquedotto era già ripristinato».

I sindaci di Roverè e Velo fino a tarda mattinata non avevano ricevuto nessuna segnalazione e di conseguenza non avevano emesso alcuna ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua a scopi potabili, in quanto l’inquinamento sarebbe rientrato già prima dell’alba. Entrambi sono stati comunque avvertirti nel pomeriggio e nella giornata di oggi l’Ulss 9 farà altri prelievi e controlli di verifica.

Chi ha utilizzato l’acqua ieri mattina ha sentito gusti e odori diversi dal solito, come testimonia una mamma, allertata dalla figlioletta alla quale aveva preparato il tè per la colazione prima della scuola: «Mamma, questo tè ha un sapore strano», ha detto la bambina. «Abbiamo fatto la segnalazione all’Ulss 9 e valuteremo se questa sorgente, che si è dimostrata così sensibile all’inquinamento superficiale, sia indispensabile per l’approvvigionamento idrico o possa essere eliminata dal rifornimento del serbatoio in futuro», dicono i tecnici di Acque Veronesi.

Resta da capire come un acquazzone neanche tanto violento possa aver determinato un guaio del genere. La zona di Salaorno è conosciuta come un acquifero di ricarica importante e lì lavorano grossi allevamenti. L’inquinamento è partito da una cattiva gestione dei reflui zootecnici, o perché non stoccati in ambienti impermeabili, come prevede la legge, o perché distribuiti sui pascoli in misura esagerata rispetto alla portabilità. La natura carsica del terreno della Lessinia, ha fatto il resto con la penetrazione immediata dell’acqua piovana in falda, trascinandosi appresso anche l’agente inquinante. Altro nodo da sciogliere sarà quello della verifica sui prodotti lavorati nella notte prima del blocco dell’inquinamento: pane, prodotti da forno e latticini in primis preparati nelle aziende servite dall’acquedotto e non da sorgenti proprie.

Vittorio Zambaldo
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