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17.10.2017

«Centrodestra vero»
Gugolati passa
con «Idea» di Casali

Damiano Gugolati, ex vicesindaco e attuale consigliere comunale di Velo, passato dal movimento Fare! di Flavio Tosi da cui si è dimesso un anno fa dopo aver accusato l’ex sindaco di Verona di essere filo-renziano, si sta avvicinando da diverse settimane, con un gruppo di cittadini, al consigliere regionale Stefano Casali, coordinatore veneto del movimento Idea, fondato a livello nazionale dall’ex ministro Gaetano Quagliariello.

«Sono molto interessato al progetto politico di Casali, perché in un panorama politico contraddistinto da incertezze e trasformismi, la piattaforma di Idea ha solide e ben ancorate radici nel centrodestra, a differenza di chi fino a ieri lodava il modello Renzi e oggi cerca di riposizionarsi e tornare all’ovile», denuncia Gugolati.

Sul referendum di domenica per l’autonomia del Veneto, annuncia: «Voterò e farò votare sì per una maggiore autonomia dei nostri territori, per un regionalismo differenziato e per una modernizzazione delle istituzioni. Si tratta di un primo passo fondamentale affinché al Veneto sia riconosciuta una autonoma capacità di spesa e organizzazione delle proprie risorse economiche per i servizi della collettività. Se tutte le regioni fossero chiamate a rispondere responsabilmente delle risorse impegnate per la gestione dei servizi pubblici sul proprio territorio ci sarebbe sicuramente maggiore controllo da parte dei cittadini e certamente minore spreco», osserva.

«Il territorio montano è troppo spesso e soprattutto in questi ultimi anni dimenticato e mortificato dalla politica centralista targata Renzi», aggiunge. «Solo con una maggiore autonomia potremo avere importanti risorse per rispondere alle esigenze così particolari delle nostre realtà e dei nostri cittadini».

«La vittoria del sì al referendum rappresenta per la montagna veronese l’unico modo per far sentire la sua voce e il suo peso a Roma», conclude, invitando i concittadini di Velo e gli abitanti della montagna, «ad andare a votare in massa perché solamente una forma seria di autonomia potrà consentire politiche in grado di rispondere alle esigenze specifiche di un delicato territorio come il nostro che soffre, fra l’altro, di un crescente e drammatico spopolamento», conclude. V.Z.

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