Questo sito web utilizza i cookie anche di profilazione al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Informazioni
mercoledì, 24 gennaio 2018

Un compromesso che accontenta i più

Con il famoso emendamento alla finanziaria regionale dello scorso dicembre, Stefano Valdegamberi fu il primo, a livello istituzionale, a mettere in discussione gli attuali confini del Parco prevedendo che le zone agro-silvopastorali diventassero aree contigue o preparco. La sua era una proposta di rottura che avrebbe messo muro contro muro i diversi portatori di interesse: Comuni, residenti, associazioni ambientaliste. Il compromesso è stato trovato fra la proposta della Regione di accogliere l'emendamento solo per le aree dei tre principali vaj (Falconi, Anguilla e Squaranto) e la proposta di Claudio Melotti, sindaco di Bosco Chiesanuova che coagulò anche la maggioranza dei sindaci che chiedevano aggiustamenti minori in aree dei propri Comuni. Respinta già in prima istanza l’idea dei sindaci di Fumane e Marano di allargare l’area protetta al Monte Pastello. Le altre indicazioni dei sindaci sono state sostanzialmente accettate, in particolare per la zona di Passo Fittanze, per quella di Malga Lobbia e per quella che grossomodo va dai Tracchi al Monte Potteghe, trasformate da agro-silvo postali ad aree preparco. La delibera regionale è intervenuta anche sul Parco dei Colli Euganei, creando un’area contigua all’interno della sua attuale perimetrazione e aggiungendo delle zone parco al Comune di Lozzo Atestino (Padova), come la stessa amministrazione aveva chiesto, per avere tutto il proprio territorio ricompreso nell’area protetta. V.Z.