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27.10.2018

Ultimo saluto a don Renato il sacerdote «forte e buono»

Don Renato Montorio
Don Renato Montorio

Questa mattina, alle 10 nella chiesa parrocchiale, l’intero paese di Boschi Sant’Anna si fermerà per salutare don Renato Montorio, prete originario del paese, in una cerimonia funebre che vedrà anche la partecipazione del vescovo di Verona monsignor Giuseppe Zenti e di tanti parroci che, nel loro cammino, lo hanno incontrato e conosciuto. Don Renato, 68 anni, è venuto a mancare all’ospedale di Legnago, a causa di un arresto cardiaco, una morte improvvisa, che ha gettato nello sconforto le sorelle Claudia e Daniela, la cognata Luisa e tutti i familiari. Una persona riservata, don Renato, dal carattere forte e molto buona, che ha fatto tanto per la Chiesa veronese e che ha operato a lungo, lui, prete della Bassa, in Lessinia. Il religioso, infatti, era direttore della Casa Incontri diocesana a Roverè Veronese, la struttura ecclesiastica per ritiri spirituali e punto di riferimento provinciale per incontri, seminari e giornate di preghiera. Un ruolo, questo, che ha ricoperto con passione e serietà, come testimoniano le persone che hanno avuto l’occasione di lavorare con lui. Precedentemente era stato parroco delle parrocchie di Lumini e Prada sul Monte Baldo e di Valdiporro, in Comune di Bosco Chiesanuova, e, ancora prima, curato a San Pietro di Legnago. È stato, inoltre, assistente all’economo diocesano per gli immobili di proprietà della diocesi e ha gestito anche il Centro di Spiritualità di San Fidenzio. La vocazione di don Renato è avvenuta in giovane età. Proveniente da una famiglia numerosa, quattro fratelli e due sorelle, e profondamente religiosa, nella sua scelta di vita è stato fondamentale il ruolo di don Vittorio, lo zio sacerdote e parroco del paese. Renato, infatti, aiutava lo zio come chierichetto durante le funzioni religiose e l’influenza di questo parroco fu tale che, all’epoca, anche altri ragazzi del paese si convertirono alla vita religiosa. Così decise di entrare in seminario a Verona. Nonostante avesse lasciato il paese da giovane e gli impegni diocesani lo avessero portato lontano, era sempre rimasto legato a Boschi Sant’Anna e alla sua famiglia. Molti, infatti, ricordano che, quando era seminarista, tornava spesso per assistere e partecipare ai tornei notturni di calcio che, al tempo, organizzava la parrocchia. Negli anni, appena poteva, tornava per far visita alle sorelle e ai familiari, a dimostrazione del legame che ancora lo univa al paese. Paese che oggi lo celebrerà con i funerali nella chiesa parrocchiale d’origine. •

L.B.
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