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11.02.2017

Tre cani antilupo
donati da Venezia
a due allevatori

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Tre batuffoli bianchi di cucciolotti di cane pastore maremmano-abruzzese, un po’ disorientati per il lungo viaggio, ma felici e socievoli, sono stati consegnati dalla Regione Veneto a due pastori della Lessinia per la prevenzione delle predazioni da lupo.

Li hanno ricevuti Emanuele Camponogara di Bolca di Vestenanova e Lorenzo Erbisti di Roverè, entrambi allevatori di pecore Brogna. Al primo sono andati Mito di cinque mesi e Bora di tre mesi e mezzo e all’altro Stizzone, fratello di Mito. Arrivano da due allevamenti in provincia di L’Aquila e fanno parte di sei cani da protezione acquistati da Piemonte e Veneto con i fondi del progetto Life WolfAlps per la gestione del lupo.

 

Come ha raccomandato la veterinaria Silvia Dalmasso, che collabora con il Parco delle Alpi Cozie nell’ambito del progetto, sono cani nati in stalla a contatto con il gregge e devono continuare a vivere con il gregge che diventa la loro casa da difendere. Non necessitano di un addestramento per diventare cattivi con i lupi perché è già nella loro indole difendere il gregge sia dai predatori sia dagli intrusi. Per questo non vanno isolati dalle persone ma va permesso loro di socializzare fin da piccoli con gli estranei, sempre però all’interno del gregge. Ci sono regole di comportamento per gli estrani che sono illustrate in un cartello che va posto in prossimità dei luoghi di alpeggio dove si spiega agli escursionisti di non attraversare ma di aggirare il gregge, di non gridare, tirare sassi o brandire bastoni; lasciarsi annusare dal cane e se mostra atteggiamento aggressivo con pelo ritto e denti scoperti, allontanarsi nella direzione opposta, lentamente senza voltare le spalle, tenendo al guinzaglio eventuali cani e in braccio i bambini.

 

L’assessore regionale Giuseppe Pan ha espresso soddisfazione e si è complimentato con gli allevatori: «Va nella linea della prevenzione degli attacchi da predatori che è imprescindibile assieme ai recinti elettrici e ai dissuasori acustici. Stiamo predisponendo l’arrivo anche di altri cani addestrati appositamente per la vigilanza degli allevamenti bovini che sono caratteristici della Lessinia».

Vittorio Zambaldo
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