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20.01.2019

Tiziano regala concerti con la sua fisarmonica

Grazie alla sua fisarmonica Tiziano Albertini, da Borgo Venezia, ha sedotto la Lessinia. Ed è un amore corrisposto che dura da oltre vent’anni e che continua senza crisi come se fosse il primo giorno. Tiziano, classe 1940, artigiano pensionato e musicista per passione , con le note che sa melodiosamente sprigionare dalla sua fisarmonica, fa centro nei sentimenti delle persone che hanno l’occasione di ascoltarlo per la prima volta o che lo conoscono da molti anni. E come tutte le storie che ci appassionano, c’è sempre un inizio romantico e a volte casuale. Molti anni fa, infatti, Tiziano Albertini era in ferie in Lessina, quando un amico lo invitò per un’ ombra (come chiamano da queste parti un bicchiere di vino) in un bar di Cona, frazione di Sant’Anna d’Alfaedo. Quel suo amico sapeva che lì in un angolo di una vetrina c’era una fisarmonica, che la proprietaria aveva avuto in regalo e che però non sapeva usare. Per Tiziano , musicista fin sui capelli, quella fisarmonica era un’occasione da cogliere subito, così senza tante esitazioni la prese tra le mani ed iniziò a intonare tarantelle e ballate. Un improvviso e spontaneo concerto che conquistò i clienti del bar. La sua proprietaria ne fu letteralmente entusiasta, a tal punto che lo invitò per altre occasioni e gli regalò la fisarmonica. Il signor Tiziano le assicurò così che sarebbe venuto a suonare ogni domenica pomeriggio nei mesi estivi. La musica e la disponibiltà di Tiziano Albertini fecero il giro della Lessina e così parecchi bar o trattorie della zon lo cercarono, perché con la sua fisarmonica regalasse momenti allegri ai loro clienti. Ancora oggi nei mesi estivi, quando Albertini sale in Lessina per un periodo lontano dalla città, la sua agenda è ricca di ritrovi in cui esibirsi. Momenti che impegnano Tiziano e per i quali non chiede nessun compenso, perché deliziare con le sue suonate le persone è per lui un gesto di amicizia. Da anni ha stabilito due appuntamenti fissi in Lessina: la domenica pomeriggio nella contrada Cona e il giovedì al ristorante che si trova al Ponte di Veja. •

R.C.
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