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24.10.2018

«Sui lupi proposte indecorose e senza senso»

Un branco di lupi
Un branco di lupi

Associazioni ambientaliste veronesi sul piede di guerra per due progetti di legge che saranno quest’oggi in discussione nelle commissioni regionali. Il progetto 368, di iniziativa del consigliere leghista Nicola Ignazio Finco, di Stefano Valdegamberi e altri, si intitola «Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori» e riguarda in particolare orso e lupo. Sono solo due articoli nei quali si chiede l’attuazione dell'articolo 16 della direttiva europea 92/43/CEE. In pratica si dichiara che «la Regione, acquisito il parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), può autorizzare il prelievo, la cattura o l'uccisione di esemplari di orso e lupo a condizione che non esista un'altra soluzione valida e che tali azioni non pregiudichino il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale». Nel progetto di legge che sintetizza invece altri tre progetti (252 dei consiglieri Maurizio Conte e Giovanna Negro; 336 del gruppo del Partito democratico e 337 dei consiglieri della Lega Gianpiero Possamai e Franco Gidoni e Gianpaolo Bottacin lista Zaia) si fa riferimento alla viabilità su strade silvo-pastorali, aprendole non solo a chi ha proprietà da coltivare, ma anche a tutti i residenti da almeno 15 anni e ai cacciatori che necessitano di recuperare le prede abbattute, mentre il Pd chiede il sequestro dei mezzi che violano più volte il divieto di accesso. Sugli abbattimenti e sull’ accesso alle aree di bosco e pascolo con i fuoristrada le associazioni Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Wwf sono decisamente allarmate e già da oggi partirà una lettera al ministro per l’Ambiente Sergio Costa e a tutti i consiglieri regionali del Veneto per spiegare la posizione comune: «Proposte indecorose e insensate», le definiscono in un comunicato congiunto, «in buona sostanza una intenzionale perdita di tempo». «NON CONTENTI della bocciatura statale al provvedimento analogo della Provincia di Bolzano in tema di abbattimento di lupi e orsi, la Regione Veneto presenta un progetto di legge fotocopia, affidandosi ad articoli di legge», incalza Lorenzo Albi di Legambiente, ricordando che l’articolo che vorrebbero applicare della direttiva europea prevede già gli abbattimenti quando siano stati conclusi tutti gli altri adempimenti: monitoraggio, utilizzo di strumenti per la prevenzione dei danni, impossibilità di altre soluzioni e stato di conservazione soddisfacente della specie interessata al prelievo venatorio. «I 250 capi sbandierati come predati nel 2017 sono in realtà 154 dai dati ufficiali e le predazioni quest’anno sono diminuite, oltre a minor consistenza del branco lessinico di lupi», sottolinea Michele Dall’O’ del Wwf. Marisa Velardita, presidente di Italia Nostra,denuncia il sistema delle deroghe: «È un metodo che è diventato abitudine, sempre a favore di una categoria minoritaria di cacciatori e che comporta ogni anno condanne e infrazioni che invece ricadono con i loro costi su tutti i contribuenti». Chiara Tosi, coordinatrice regionale della Lipu ricorda l'esistenza di leggi nazionali ed europee da rispettare: «La questione lupo esiste e gli allevatori vanno ascoltati per cercare insieme una soluzione, non affidarsi a scorciatoie che saranno inesorabilmente bocciate. Faremo un appello corale al ministro Costa e a tutti i consiglieri regionali perché sia bloccato l’iter di questi progetti che entrano nella prassi consolidata di procedere per deroghe per eliminare animali selvatici e invadere con mezzi motorizzati e con il pretesto della caccia boschi e pascoli». •

Vittorio Zambaldo
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