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22.08.2018

Smobilitazione a Santa Viola Arrivederci all’anno prossimo

È andata in archivio la Festa Grande di Santa Viola, edizione 2018, con il più classico degli spettacoli pirotecnici, seguito dal pubblico sul prato degli Arfui (non la folla, visto che sono stati chiusi gli accessi ai parcheggi alle 22) e da tutta la Valpantena e Lessinia che hanno aspettato fin quasi mezzanotte per godersi questi fuochi di artificio: lo show pirotecnico è cominciato alle 23.45. Domenica è stato seguito da un numeroso pubblico l’ assalto alla cuccagna presentato quest’anno da Federico de Vecchi e Filippo Belloni, già campione italiano di Mtb nel 1991 e nel 1996. Come dire: tutti ad Azzago, appena possibile, danno una mano per la buona riuscita della manifestazione. Tre le squadre - tutte professioniste - che si sono presentate: Le Vipere di Melara Rovigo, sulla piazza dal 1986, i Gatti Randagi di Brescia, nati nel 2014 e gli Acrobati della Cuccagna di Bergamo, nati nel 1980 l’unico team, di quattro campioni italiani, ad esibirsi con una donna: Micaela. Ed è stata questa squadra che in ’70 secondi si è aggiudicata la cima del palo di 16 metri, sosteneva il presentatore De Vecchi. «Non è stato facile, la sfida era alta», ha detto Walter il capogruppo, che ha aggiunto: «Ringrazio gli organizzatori l’Associazione Le Vipere e i Gatti Randagi (che si sono aggiudicati il secondo premio ndr). Per noi Santa Viola? Una montagna e una manifestazione assolutamente da vivere». E l’ultimo pensiero è andato agli Scoiattoli, la vecchia squadra locale, che ha segnato la storia della cuccagna. Un evento, la Festa grande di Santa Viola, voluto anzitutto dagli azzaghesi, i quali per dieci giorni l’anno diventano protagonisti riconosciuti e apprezzati ovunque, a giudicare dai visitatori. E non ha turbato la festa l’incidente avvenuto al mattino quando un trattore ha colpito un’auto nella quale avevano dormito tre ragazze, per fortuna senza gravi conseguenze. Il prato degli Arfui, a 824 metri sul livello del mare, è una bellissima scenografia. Da un lato la Valpantena e la città, dall’altro la Lessinia con le sue numerose contrade e alle spalle le grandi cime che spiccano dietro a completare lo scenario. Che cosa spinge le persone a riversarsi sul pian degli Arfui? In primis la buona musica e l’idea di respirare un momento di serenità (lì i telefonini non prendono con facilità) e di incontrare le persone con le quali allacciare relazioni. Oggi fervono i lavori di smontaggio del palco ed è pressoché impossibile intercettare il presidente del comitato organizzatore Leonardo Belloni. Ma è certo che non smette di ringraziare e invita tutti a restare uniti, perché insieme si può pensare alla edizione 2019. •

A.SC.
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