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06.11.2018

Ubriaco prende a calci e pugni
la moglie: arrestato

I carabinieri a Selva di Progno
I carabinieri a Selva di Progno

La mente offuscata dai fumi dell’alcol, le mani che si alzano, i lividi che affiorano. Un altro episodio di violenza, l’ennesimo, è andato in scena sabato sera in una casa di Selva di Progno.

Protagonista della vicenda, H.M., quarantanovenne di origini maghrebine, finito in manette con l’accusa di lesioni gravi per aver picchiato pesantemente la moglie di 35 anni. L’uomo, difeso dall’avvocato Valentina Lombardo, era già noto alle forze dell’ordine. Dopo altri episodi di maltrattamenti, che sarebbero avvenuti anche di fronte agli stessi figli della coppia, lo scorso 20 agosto era stato disposto nei suoi confronti l’obbligo di allontanamento dalla casa familiare. Casa dove vivono, peraltro, oltre alla moglie e ai figli, anche gli anziani genitori del quarantanovenne. L’uomo, però, non è riuscito a stare a lungo lontano dall’abitazione.

Già il 28 ottobre scorso la moglie se l’era ritrovato in casa, sdraiato sul divano: era stato il padre ad aprirgli la porta di casa. La donna, allarmata dalla sua presenza, aveva quindi contattato i carabinieri, che si erano precipitati sul posto e lo avevano allontanato. Fortunatamente tutto si era risolto così. Sabato sera, invece, è andata peggio.

 

Quando la donna è entrata in cucina, si è ritrovato il marito in cucina. Ne è nata un’accesa discussione. La trentacinquenne ha chiesto all’uomo di andarsene e lui, anche quella sera alterato dall’eccessivo alcol in corpo, ha iniziato a inveire contro la consorte. «Non sei più mia moglie. Vattene da questa casa», le avrebbe urlato contro. Dalle parole ai fatti, è stato un attimo. H.M. ha alzato le mani sulla donna, brutalmente: secondo le ricostruzioni della procura, ha sferrato calci e pugni contro la consorte e l’ha persino afferrata per il collo nel tentativo di strozzarla. Con le percosse, le avrebbe fatto saltare un incisivo, lasciandole anche vari lividi e traumi su diverse parti del corpo. La donna, solo contattando i carabinieri e chiedendo aiuto, è riuscita a sfuggire a quella furia.

Sul posto sono arrivati i militari di Tregnago che, constatata la situazione, hanno subito arrestato il quarantanovenne, mentre la donna è stata trasportata al pronto soccorso di San Bonifacio, dove le sono stati diagnosticati 21 giorni di prognosi. Ieri l’uomo è comparso davanti al giudice Silvia Isidori per la direttissima: l’arresto è stato convalidato e il giudice, spiegando che l’uomo «non è in grado di trattenere i propri impulsi», ha disposto nei suoi confronti la misura della custodia in carcere. •

Manuela Trevisani
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