CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

13.08.2017

Trovata divorata in un dirupo
la manza dispersa alla Lobbia

Veterinaria e carabinieri forestali in sopralluogo per l’ennesima predazione a malga Lobbia
Veterinaria e carabinieri forestali in sopralluogo per l’ennesima predazione a malga Lobbia

Tre giorni di ricerche infruttuose, da mercoledì mattina a venerdì pomeriggio, attorno a Malga Lobbia, anche con nove uomini impegnati, poi in un dirupo scosceso la macabra scoperta di una manza di un anno e di due quintali di peso interamente consumata dai lupi che hanno risparmiato solo la testa e le zampe anteriori.

LA CONFERMA è venuta dal sopralluogo della veterinaria dell’Ulss e dei carabinieri forestali della stazione di Tregnago. È la terza vittima in 12 giorni nell’allevamento di Nicola, Bruno, Lucillo e Luigi Pagani, imprenditori agricoli di Campofontana che portano avanti i loro 150 capi con metodo biologico.

«Mancava nel conteggio e i carabinieri forestali ci hanno detto che fintantoché non avremmo trovato la carcassa non avrebbero potuto eseguire i rilievi per attribuire la predazione al lupo. Avevamo ormai perso le speranze di trovarla e quando abbiamo deciso di fare l’ultimo giro programmato c’è stata la scoperta», spiegano gli allevatori.

LA VORACITÀ dei lupi ha risparmiato poco, favoriti anche dalla posizione appartata del luogo dove hanno potuto consumare in pace il loro pasto. «Dopo la prima predazione del 21 luglio abbiamo subito fatto domanda di avere un recinto dalla Regione, ma siamo ancora in attesa di una risposta», si lamenta Bruno Pagani.

I RECINTI non convincono i Pagani perché i lupi potrebbero saltarli e li considerano soluzione tampone, però li chiedono e si arrabbiano se non ottengono risposta alla richiesta.

«Due anni fa avevamo chiesto recinzioni per 75 aziende di tutta la Lessinia», ricorda Modesto Gugole, «ma non ci hanno risposto. Ci propongono mini recinti che vanno bene per difendere i cavoli dal lupo, non certo una mandria». La richiesta infatti è di recintare l’intera superficie di Malga Lobbia, che copre ben tre montagne, proposta che la Regione non soddisferà mai.

«Ma che dobbiamo fare? Chiudere la malga? Oppure la Regione ci paga per tenere vitelli e manze in stalla? Di questo passo saremmo costretti a chiudere», aggiungono i Pagani che si appellano al senso di responsabilità degli allevatori di tutta la Lessinia per fare squadra.

SUL POSTO sono arrivati anche il sindaco Aldo Gugole e la sua vice Elisabetta Peloso: «Basta chiacchiere», attaccano. «È ora di provvedimenti immediati», ritiene Gugole che ha una proposta precisa. «I recinti sono dei palliativi per tenere a freno la protesta della gente: se c’è qualcosa da recintare sono i limiti dei boschi dove rinchiudere i lupi e lasciar libere le malghe con i capi domestici», conclude il sindaco.

La vicesindaca è stata, invece, la promotrice della delibera che chiede alla Regione l’applicazione dello stato di emergenza. Anche lei però finora non ha ricevuto alcuna risposta da Venezia: «Le leggi in deroga ci sono», spiega . «Basterebbe fissare un tetto massimo per la presenza di lupi e abbattere gli altri, come si fa adesso con la caccia di selezione. E non ci vengano a dire», conclude, «che dobbiamo adattarci a cambiare metodo di allevamento. Se da duecento anni non si convive con il lupo in Lessinia, un motivo evidente mi pare ci sia».V.Z.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1