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22.11.2017

Tir cerca Lugo
e si incastra
in contrada Ercoli

Il soccorso stradale in azione per cercare di spostare il Tir incastrato al tornante dei Covoli
Il soccorso stradale in azione per cercare di spostare il Tir incastrato al tornante dei Covoli

Ancora un camion messo in difficoltà dal Gps satellitare, a cui gli autisti si affidano ciecamente inerpicandosi per strade dove a stento passa un’utilitaria. L’ultimo malcapitato è finito nei giorni scorsi in contrada Ercoli, oltre l’abitato di Giazza, dove si imbocca la Val di Revolto. L’autista era un bulgaro che faceva servizio fra la Germania e l’Italia. Aveva scaricato del materiale a Trento e doveva recarsi a Lugo di Grezzana per caricarne altro e tornare in Germania. Che cosa lo abbia mandato a finire in contrada Ercoli resta un mistero. Non per lui, che ha seguito il navigatore, ma per quel mostro di precisione che confonde Val d’Illasi con Valpantena e Giazza con Lugo.

Una volta, a chi faceva certe figure, si chiedeva chi gli avesse dato la patente, adesso bisognerebbe chiedergli chi gli ha venduto il navigatore. Ma dev’essere un mal comune anche se non è un mezzo gaudio per nessuno: né per chi resta bloccato, né per chi deve trovare una soluzione, a partire dal sindaco di Selva di Progno Aldo Gugole, che non sa più a che santo votarsi. «Ho chiesto più volte e da anni alla Provincia di mettere un cartello ben visibile, magari a scavalco di tutta la carreggiata della Sp 10 e della Sp 13, con in evidenza un segnale di divieto di transito per i mezzi pesanti, ma sto ancora aspettando una risposta», dice.

Intanto si arrabatta come può bloccando lui stesso camion e bilici che incontra per strada quando hanno superato la soglia di allarme, vale a dire oltre la zona industriale di Badia Calavena. Ne ha già rimandato indietro qualcuno e lo stesso ormai fanno giornalmente i suoi compaesani quando incrociano un Tir. «Non c’è motivo perché salgano in alta valle», insiste Gugole, «perché dopo Badia non ci sono più industrie ed è immaginabile che quando si ostinano a salire è solo perché quella è l’indicazione che ha fornito loro il navigatore satellitare».

Questi camion cercano solitamente la zona industriale di Grezzana o il Forno Bonomi, raggiungibili da strade ben più comode e brevi, una volta usciti dai caselli autostradali di Verona Est o di San Bonifacio: non si capisce perché un camion diretto a Lugo debba arrivare fino a Giazza e oltre prima di rendersi conto di essere fuori percorso, senza che il navigatore avverta mai di eseguire un’inversione di marcia.

Agli Ercoli, come sulla Sp 13 tra contrada Bernardi di Selva di Progno e Velo, in particolare al tornante dei Covoli, solitamente si inchiodano i camion con rimorchio o gli autoarticolati, ammesso che siano arrivati fin là senza lasciare prima tracce di carrozzeria sulle rocce o sui guardrail o senza aver sbattuto nel vajo qualche malcapitato che ha avuto la disavventura di incrociali.

Prima di imboccare la Sp 13 dopo contrada Bernardi, in effetti un cartello di divieto di transito per i mezzi pesanti esiste, ma o non è molto visibile o gli autisti si fidano di più del loro navigatore che li porta, alla guida del loro bisonte della strada, ad affrontare pendenze proibitive, tornanti impossibili, strettoie dalle quali non passeranno mai. Colpa dei navigatori che si dimostrano poco intelligenti nell’individuare il percorso più breve per una determinata destinazione. Sarà anche una comodità il Gps, ma una vecchia e sana cartina sul cruscotto, con colori e dimensioni diverse, a seconda dell’importanza delle strade, fino a vent’anni fa ha sempre portato tutti ovunque.V.Z.

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