CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

27.07.2017

«Stato di emergenza
per difenderci dai lupi»

Un lupo: nell’ultimo periodo i predatori assaltano in media una manza ogni due o tre giorni
Un lupo: nell’ultimo periodo i predatori assaltano in media una manza ogni due o tre giorni

La giunta comunale di Selva di Progno, a seguito del perdurare delle predazioni dei lupi sul proprio territorio, ha deliberato all’unanimità di chiedere «la dichiarazione dello stato di emergenza su tutto il territorio comunale, per la preoccupante e insostenibile presenza dei lupi, causa di ingenti danni alle attività economiche e all’ agricoltura e all’allevamento; causa anche di oggettiva e legittima paura da parte della popolazione e dei villeggianti per la propria incolumità, al fine di adottare misure straordinarie e risolutive». La delibera è indirizzata al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, a Dipartimento Protezione civile nazionale, Regione Veneto, Provincia di Verona, al prefetto Salvatore Mulas e al Parco naturale regionale della Lessinia per i provvedimenti di competenza.

Significa che se la richiesta dovesse essere accettata, il problema delle predazioni andrebbe affrontato con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge, ma nei limiti e secondo i criteri indicati con la dichiarazione dello stato di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico.

«Stante l’escalation delle predazioni in questi ultimi giorni, che ha raggiunto livelli davvero intollerabili portando le persone all’esasperazione, abbiamo deciso di procedere con questa delibera», spiega la vicesindaca Elisabetta Peloso. «La richiesta potrà sembrare eccessiva, ma non lo è se davvero si vive sulla propria pelle e sul proprio territorio questa condizione. Abbiamo predazioni ogni due o tre giorni, a pochi metri dalle abitazioni. Quella di domenica mattina è stata molto pesante, perché è avvenuta nelle vicinanze di un campeggio e anche per la dinamica con cui si è svolta», denuncia l’amministratrice che vive a Campofontana.

«I villeggianti hanno paura, i responsabili dei campi scuola chiedono garanzie, gli allevatori sono esasperati, furibondi. E noi cosa possiamo fare?», prosegue l’amministratrice. E aggiunge: «Non possiamo emanare ordinanze di abbattimento, dobbiamo stare qui a vedere i capi di bestiame sbranati e i lupi che si aggirano tranquillamente tra le case e sperare che la politica decida di assumersi le proprie responsabilità? È questo un paese civile? In quale città tollererebbero i lupi che girano attorno alle case? Perché qui la popolazione e gli animali domestici devono essere di serie B?».

L’amministratrice sottolinea inoltre: «Perché non ci si può difendere? In nome di che cosa? Di una protezione assoluta e miope di un animale pericoloso che si trova in un territorio non adeguato alla sua natura e che oggi non è più a rischio estinzione? Ma cosa pensano gli ambientalisti, che il problema siano i risarcimenti veloci? Il lavoro e il sacrificio che gli allevatori dedicano all’allevamento non può certo essere ridotto solo a un problema di risarcimenti veloci». «Questa è un’offesa, frutto di ignoranza, assoluta incomprensione e lontananza da una realtà di cui non si riesce a comprendere l’anima», tracima come un fiume in piena Peloso.

Sul fatto poi che si possa star tranquilli perché da 150 anni non ci sono attacchi all’uomo, la vicesindaca è decisamente ironica: «Per forza! Non ce ne sono più stati di lupi per buona parte di questi 150 anni e i territori in cui erano e sono presenti in altri paesi sono completamente diversi dalla Lessinia, non sono così antropizzati. Dobbiamo sperare che ci sia presto un attacco all’uomo perché la politica prenda provvedimenti?».

«Questo è un paese ridicolo», conclude l’amministratrice, «incapace di assumersi responsabilità, ingessato e schiavo di lobby e ideologismi da salotto, lontano dai territori, dalla montagna e dalla realtà quotidiana. Noi la realtà la viviamo e per gestire una situazione di emergenza chiediamo risposte straordinarie, subito».

Vittorio Zambaldo
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1