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06.08.2017

Protesta contro i lupi:
la festa è senza bestiame

Al posto del bestiame da alpeggio, rimorchi vuoti schierati alla festa di Podestaria a  simboleggiare la gravità del problema predazioni
Al posto del bestiame da alpeggio, rimorchi vuoti schierati alla festa di Podestaria a simboleggiare la gravità del problema predazioni

Nella sua lunga storia, la prima edizione risale infatti al 1983, la Festa di Podestaria, che celebra l’alpeggio in alta Lessinia, per la prima volta si è svolta senza la presenza dei migliori capi bovini in alpeggio. Gli allevatori hanno partecipato numerosi, soprattutto i più giovani, ma in sella ai loro trattori e con il rimorchio desolatamente vuoto di bestiame, per protestare contro la politica regionale in materia di lupi.

Un festa diversa dal solito (qualcuno ha parlato anche di «funerale»), dove è mancata la tradizionale rassegna dei migliori capi di bestiame in alpeggio messi in mostra con orgoglio e compiacimento dai rispettivi allevatori, in attesa del verdetto della giuria tecnica che assegnava un nuovo campanaccio ai campi migliori.

«La Lessinia è così come la vediamo oggi perché c’è gente che ci lavora, perché ci sono capi al pascolo», ha esordito Daniele Massella, presidente dell’associazione Tutela della Lessinia, presentando il significato della protesta. Lo aveva invitato sul palco, un carro con le balle di fieno, il sindaco di Bosco Chiesanuova, presente con gli altri primi cittadini dell’alta Lessinia e il commissario straordinario di Comunità montana e Parco Stefano Angelini. «Non vogliamo che la Lessinia di domani sia senza animali e questa protesta è rivolta in particolare al mondo ambientalista estremista che vede l’uomo nella natura come un corpo estraneo. Ma gli animali ci sono perché c’è l’uomo e senza l’uomo la montagna muore», ha annunciato. Gli ha fatto eco Enrico Beltramini, dell’associazione Salvaguardia rurale veneta, rimarcando: «Il problema lupo c’è e rimane tutti i giorni, non finisce con la festa di Podestaria: basta guardare il crescere continuo delle predazioni nel corso degli ultimi anni. Ma le associazioni di categoria degli agricoltori dove sono?», si è chiesto denunciando quattro anni di buio totale sull’argomento.

Si è fatta notare l’assenza di politici di ogni colore: «Avevamo invitato tutti, ma le segreterie sono state sollecite nel rispondere che non sarebbero stati presenti. Ci auguriamo altrettanta premura nel rispondere ad altri bisogni», ha ironizzato il sindaco Melotti.

Per tutti i primi cittadini dell’altopiano ha parlato Lucio Campedelli, sindaco di Erbezzo: «È una sorta di funerale della festa di Podestaria? Mi auguro di no e chi è qui ci mette la faccia per contrastare senza vere armi una situazione difficile. Chi conosce la zootecnia di montagna sa che la situazione era esplosiva in un territorio in cui il predatore si alimenta con le prede più semplici a portata di mano».

«Ci hanno raccontato che il lupo avrebbe portato un’economia più florida, ma chi viene per vedere il lupo arriva di notte e riparte all’alba e retrogradi non siamo noi che viviamo di questo territorio, ma chi difende il lupo e poi accetta di consumare territorio con centri commerciali e autostrade».

«Ai sindaci si chiedono azioni di forza che non sono compatibili con le leggi attuali», ha lamentato Campedelli, chiedendo unità per vincere la sfida. Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi ha denunciato l’inversione di ruoli: «Questa società tutela i diritti del lupo e non riconosce alcun diritto a chi vive e lavora in montagna. La convivenza non è possibile finché non c’è un confronto alla pari, che arriverà solo con un minino concesso di animali da abbattere». Tra gli applausi ha invocato il diritto all’autotutela: «Denuncerò per primo chiunque pubblichi sui social foto dei lupi riprese da fotocamere o videocamere posizionate senza autorizzazione in proprietà private». Ha chiesto di mettere fine all’erogazione di fondi a progetti come Life WolfAlps che finanzierebbero cose non prioritarie per il nostro territorio: «Chi difende il lupo se lo porti nel suo giardino», ha tuonato fra gli applausi del pubblico e ha invocato la legittima difesa quando sono in pericolo la vita e la proprietà privata. «Basta impegnare agenti per controllare e tutelare il lupo», ha detto rivolgendosi alle forze dell’ordine, «usateli piuttosto per controllare e aiutarci a difenderci dai ladri».

Dal palco ha parlato anche Stefano Marcolini, da poco insediatosi in Provincia: «Mi auguro che il lupo sia eliminato e che chi ha responsabilità politica prenda questa decisione». Daniele Perbellini, a nome del neosindaco di Verona Federico Sboarina, non ha mancato di ricordare da allevatore che i problemi sono anche altri, dal prezzo del latte al costo del fieno: «Perché di questo passo si dovrà ripopolare la Lessinia di allevatori».

Vittorio Zambaldo
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