CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

02.06.2018

Nell’antica casara apre il rifugio Monte Torla

Il rifugio Monte Torla si raggiunge con mezz’ora di cammino da contrada Pagani di CampofontanaLa zona dormitorio
Il rifugio Monte Torla si raggiunge con mezz’ora di cammino da contrada Pagani di CampofontanaLa zona dormitorio

Quattro anni di lavori, compresi i lunghi mesi di riposo forzato a causa della neve, hanno restituito alla Lessinia orientale uno dei suoi gioielli più preziosi. Viene inaugurato domenica alle 12 con la celebrazione di una messa, il taglio del nastro, brindisi e poi degustazione di gnocchi di malga per tutti, con musica del gruppo Alban Fuam, il rifugio Monte Torla a pochi passi da Malga Lobbia e a una mezz’ora di cammino da contrada Pagani di Campofontana, l’ultima località raggiungibile con l’auto e da dove si può proseguire solo a piedi, a cavallo o in mountain bike, su una carrareccia agevole che supera un centinaio di metri di dislivello. È infatti a 1385 metri sul livello del mare il rifugio Monte Torla, di cui si è innamorato (lo ha acquistato una decina di anni fa) Mariano Stoppele, imprenditore di Badia Calavena. Su progetto e con la passione e la professionalità che gli sono unanimemente riconosciute, l’architetto Guido Pigozzi è intervento per il restauro di un bene che pur nelle condizioni difficili di conservazione, perché era disabitato da un’ottantina d’anni, è riuscito a ripristinare nelle sue linee essenziali, salvando quello che era possibile e utilizzando legno e pietra che ha trovato sul posto. Sull’architrave della casara è incisa la data 1754 ed è probabilmente quella della costruzione del complesso, o di un suo ampliamento su modeste costruzioni preesistenti. Dei tre edifici uniti su un’unica linea, solo l’abitazione aveva il tetto in pietra che è stato conservato: le altre due, adibite a stalla e casara erano con tetto in paglia, crollato già da decenni e sostituito da una copertura in lamiera. È una delle poche costruzioni in Lessinia che vanta un pozzo autonomo, ancora con un livello discreto che non deriva da acqua piovana. Dall’ agosto 1943 fino all’ inverno dell’anno successivo, la stalla, grazie alla sua posizione strategica, divenne rifugio per Piero Piazzola, che con altri due amici, Rocco e Valentino, come raccontò nel libro Sengio Rosso, erano renitenti alla leva e lì si erano aggregati ai gruppi partigiani che operavano in Lessinia orientale. Oggi la struttura è affidata alla gestione familiare dei tre figli, due maschi e una femmina, di Mariano Stoppele, con i rispettivi coniugi e figli, con la peculiarità che tutti hanno un altro lavoro, che per il momento intendono mantenere. Il rifugio dispone di una sala da pranzo con 95 coperti, un camerone da 10 posti letto realizzati recuperando legni antichi e un soppalco dove sistemare dei materassini per altri 13 posti. Ha un accesso anche invernale ed è punto di chiamata del Soccorso alpino. Sarà aperto tutti i giorni da metà giugno a metà settembre e per il resto dell’anno nei fine settimana: contatti si possono avere attraverso il sito www.rifugiomontetorla.it o con il numero 340. 8029769, ma solo come WhatsApp perché non c’è copertura telefonica. La cucina propone particolarità del territorio a chilometri zero: gnocchi di malga, canederli, lasagnette, minestrone, affettati e formaggi, tutti della Lessinia e piatti realizzati sul posto in famiglia. «Tutti quanti abbiamo sempre avuto la passione per la montagna e questo è finalmente in sogno che si realizza», dicono i proprietari. Quello che non si vede all’esterno è il lavoro di scavo che è stato fatto per ricavare una struttura interrata di 350 metri quadrati, un ambiente asettico controllato per temperatura, umidità e luce destinato alla produzione di funghi medicinali, un progetto partito lo scorso ottobre in via sperimentale con le università di Bologna e Pavia, sospeso in inverno e che ora riprenderà. È un’attività da imprenditori agricoli che si affianca a quella dell’ospitalità del rifugio. •

Vittorio Zambaldo
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1