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30.07.2017

Lupi, in settimana arrivano i recinti

Il cartello di Campofontana coperto da un lenzuolo di protesta
Il cartello di Campofontana coperto da un lenzuolo di protesta

«Sto dalla parte degli allevatori e mi spiace per quello che stanno passando a causa dei lupi». La scelta di campo di Giuseppe Pan, assessore regionale all’Agricoltura e Caccia, è chiara. Venerdì ha incontrato i rappresentanti dell’associazione Salvaguardia rurale veneta esprimendo solidarietà alla categoria. «Purtroppo finché non si arriverà a un cambio di legislazione nazionale sulla materia, sarà difficile poter intervenire in autonomia come Regione, con gli spostamenti o gli abbattimenti selettivi, come chiedono gli allevatori», premette Pan.

La situazione di Campofontana è però un caso particolare, con gli allevamenti in mezzo al paese, fra colonie alpine e campeggi in una stagione particolarmente affollata di turisti e villeggianti: «In luoghi così i lupi non ci dovrebbero stare, andrebbero allontanati», aggiunge l’assessore, «ma anche per fare questo, al momento serve un’autorizzazione ministeriale, che arriva su parere dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. I tempi sono lunghi e per accelerare le procedure parlerò nei prossimi giorni con i rappresentanti per la sicurezza della Provincia di Verona e con gli organi di rappresentanza del Governo. Chiederò loro un appoggio nell’incrementare la vigilaza per dare a residenti e turisti, anche visivamente, la percezione di essere meglio tutelati», anticipa.

Per la tutela del bestiame servirebbe invece montare in fretta i recinti elettrici acquistati con i fondi del progetto Life WolfAlps. «Stiamo procedendo in questa direzione: il territorio regionale è grande e la posa non si può fare in maniera approssimativa, se si vuole che lo strumento sia efficace. Abbiamo cominciato con l’altopiano di Asiago e i nostri tecnici sono già sul posto. Dalla settimana prossima saremo in Lessinia. I 180 recinti acquistati dalla Regione saranno tutti destinati gratuitamente agli allevatori che ne hanno fatto richiesta», promette l’assessore.

Intanto dopo l’ennesima predazione di venerdì sono comparsi nuovi cartelli di protesta a Campofontana. Uno copre il cartello d’ingresso del paese e recita: «Noi allevatori siamo abbandonati da politici e istituzioni. Vergogna!». Un’altra scritta è accanto alla carcassa della manza soppressa venerdì in seguito alle ferite incurabili riportate dai morsi dei lupi: «Sbranata viva dai lupi. Quante ancora?» ed è accanto al lenzuolo che da una settimana sta lungo la provinciale e denuncia la Regione per aver venduto la Lessinia ai lupi. C’è tensione in paese e lo si capisce anche dalle facce interrogative e dai discorsi della gente, anche quella non direttamente toccata dai danni delle predazioni.

«Spiacciono queste situazioni di tensione, ma le capisco. È giusto che trovino anche sfogo in momenti e segni di protesta, ma la gente deve capire che non è facile il nostro ruolo né dal punto di vista legislativo, che ci chiede di operare con le leggi che ci sono, al massimo lavorando per cambiare quelle che riteniamo non più adeguate a fronteggiare un fenomeno nuovo; né dal punto di vista operativo, con personale scarso e da formare. Tutti vorrebbero i recinti subito, ma ci vogliono giornate e giornate di lavoro per posizionarli e renderli efficaci. Chiediamo la collaborazione degli allevatori verso i quali non ci siamo mai tirati indietro», aggiunge Pan.

Conferma di aver ricevuto anche la richiesta di incontro da parte di don Nicola Giacomi, direttore dei Campi Saf di Campofontana e del Centro diocesano per la pastorale giovanile, che in una stagione ospita migliaia di adolescenti: «Ci vedremo la settimana prossima e voglio garantire tutto l’appoggio della Regione alla sua richiesta di sicurezza», conclude l’assessore. V.Z.

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