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26.06.2018

La stagione alpinistica benedetta al Revolto

Un momento della partecipata messa che inaugura la stagione alpinistica
Un momento della partecipata messa che inaugura la stagione alpinistica

Il cielo dei giorni estivi migliori ha salutato l’avvio della stagione per gli alpinisti veronesi, celebrata come ogni anno nella chiesetta di Revolto l’ultima domenica di giugno, coincisa quest’anno con la celebrazione liturgica della festa di san Giovanni Battista. La stessa chiesetta è intitolata al santo per volontà del fondatore dell’Opera chiesette alpine, monsignor Luigi Piccoli, che decise così di onorare la memoria del professore del seminario don Giovanni Battista Trida. A quarant’anni dalla morte di monsignor Piccoli, don Flavio Gelmetti che è successo a lui e a don Germano Paiola nella conduzione dell’Opera chiesette alpine, li ha affettuosamente ricordati entrambi citando in particolare il lungo apostolato di don Piccoli come cappellano degli alpini e direttore dell’Ufficio missionario diocesano. Prendendo spunto dalle parole del vescovo monsignor Giuseppe Carraro in occasione delle esequie di don Piccoli, don Flavio ha parlato di contemplazione e di riconoscenza: «Contemplazione per la bellezza che accompagna con lo stupore chi va in montagna, che se per un verso ci porta ad estasiarci, per l’altro ci invita a guardare a un’altra meraviglia della natura, ogni persona che è speciale perché voluta da Dio e assistita da lui nel suo cammino». Poi ricordando l’etimologia di Giovanni (dono di Dio) ha aggiunto che «tutti siamo Giovanni perché tutti siamo dono. Auguro a me e a voi un’esperienza di contemplazione e gratitudine in montagna come lo fu per don Piccoli con le stesse parole del suo diario incise sulla lapide della chiesetta». E ha citato: «Ritornato a casa godo di una grande pace… Sono le tue montagne, o Signore, sono gli amici alpini e alpinisti che mi riscaldano il cuore. Grazie, Signore!». Alla cerimonia che al mattino è stata animata dal coro La voce dei colli di Colognola e nel pomeriggio dal coro Piccole Dolomiti di Illasi, hanno partecipato i vertici delle sezioni Cai di Tregnago e Bosco Chiesanuova, da sempre organizzatrici dell’evento, con l’ex presidente Roberto Piccoli e il consigliere Carmelo Melotti, il vicepresidente onorario della sezione di Verona Michelangelo Gozzo, per incarico del presidente Antonio Guerreschi, Fabio Veronese e Adriano Sinico della sezione Cesare Battisti, Silvana moglie del presidente onorario Luigi Piccoli e Federico Cola del Cai San Bonifacio, il nutrito gruppo della Famiglia Alpinistica con Adelino Molinaroli, Silvano Zamperini e il sindaco di Sant’ Ambrogio Roberto Zorzi. All’offertorio sono stati portati all’altare, con il pane e il vino anche l’attrezzatura di montagna, aspersa assieme ai presenti con l’acqua benedetta e momento particolarmente toccante è stato il ricordo dei veronesi caduti in montagna nell’ultimo anno: Enrico Venturi; Ludmilla Drogovozov; Franz Rota Nodari e il parroco di Caprino don Carlo Cristani. Tanti i parenti anche di altre giovanissime vite stroncate in montagna o che con la montagna hanno avuto un particolare rapporto di amore, come Susanna Battaglia trentenne e Giacomo Ramazzotto di appena 14 anni. Al termine della celebrazione Roberto Piccoli ha ringraziato i presenti: «Continuate ad esserci vicini e guardiamo sempre in alto: noi ci impegneremo a continuare su questa strada», ha detto e Melotti ha aggiunto il ringraziamento per don Flavio, «che sa interpretare con sensibilità questi momenti più intimi per far memoria delle persone care». La cerimonia religiosa è stata seguita dal tradizionale rinfresco. •

Vittorio Zambaldo
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