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11.10.2017

Ha 19 scuole: è l’istituto
più grande del Veneto

Il  dirigente scolastico Alessio Perpolli  con il personale di segreteria dell'istituto di Bosco Chiesanuova
Il dirigente scolastico Alessio Perpolli con il personale di segreteria dell'istituto di Bosco Chiesanuova

Copre una superficie di 175 chilometri quadrati, tutti di montagna; include sei Comuni, ha 1.050 alunni suddivisi in 19 scuole (7 dell’infanzia, 8 primarie e 4 secondarie di primo grado): è l’istituto comprensivo più grande del Veneto per numero di scuole quello di Bosco Chiesanuova, che da quest’anno ha aggregato anche le scuole di San Mauro di Saline, dopo quelle di Erbezzo dell’anno scorso, al nucleo storico che era unito da tempo (Bosco Chiesanuova, Cerro, Roverè e Velo).

Sovrintende la complessità di questa realtà, molto vitale, un giovane dirigente scolastico, Alessio Perpolli, coadiuvato da una segreteria che regola gli orari e gli spostamenti di 180 persone fra insegnanti e collaboratori scolastici.

«Abbiamo una complessità organizzativa enorme: riuscire a incastrare tutto e tutti perché la macchina funzioni senza intoppi è peggio che risolvere un Sudoku», spiega Perpolli che ha cominciato come maestro in una pluriclasse a San Bortolo delle Montagne, risiede a Badia Calavena e ogni giorno affronta la trasferta scavalcando le valli lessiniche con possibilità di scegliere se fare il percorso alto, medio o basso per arrivare al lavoro: «Con il vantaggio che in questa maniera possono visitare nell’arco della settimana tutte le scuole dell’istituto», commenta.

L’identità montana c’era: serviva qualcuno che la sapesse incanalare: «Il merito è stato del dirigente provinciale Stefano Quaglia, che si è preso a cuore questo territoio e lo sostiene con cura e attenzione. La normativa non prevederebbe istituti comprensivi con più di 11 scuole, ma lui ha intuito che un’eccezione si poteva fare per salvare queste scuole e questa identità», aggiunge Perpolli, che riconosce di ammnistrare un territorio frammentato ma che non perde le occasioni per lavorare insieme.

«Un grande aiuto ce lo dà la tecnologia per comunicare ed evitare spostamenti inutili», aggiunge, perché se in un grande istituto di città è scontato portare un documento dal piano di sotto a quello di sopra, per noi diventa un problema. Per questo la necessità ha fatto funzionare l’ingegno e grazie alle competenze informatiche degli insegnanti Diego Grazioli e Roberta Busato, collaboratori del dirigente, si è dato il via all’uso delle Google App sfruttando applicazioni gratuite per condividere materiale e comunicare fra le diverse scuole, fra insegnanti e segreteria, fra docenti e genitori, fra alunni e professori.

Non serve che portino il foglio di carta alla segreteria o i compiti sui quaderni: tutto si muove in maniera elettronica. «Abbiamo preferito far muovere i file piuttosto che le persone. Questo non impedisce che se un genitore ci vuol venire a trovare per un piacere suo lo possa fare», precisa Perpolli, «ma è importante che sia una scelta libera e non obbligata».

Silvia Adami, direttrice dei servizi generali e amministrativi, ha la responsabilità di lavorare ascoltando le esigenze di alunni, insegnanti, genitori, collaboratori scolastici e Comuni: «Devo stare attenta a non creare dei vuoti, a non far fare troppe ore, a non generare sovrapposizioni, salvaguardare le ore effettive di didattica e faccio fatica a immaginare un istituto scolastico più eterogeneo di questo. Fondamentali sono l’aiuto informatico e la presenza fisica del dirigente. Abbiamo collaboratori che arrivano dalla Sicilia e non sanno dove ci troviamo. Qualcuno ci chiede se ci sia il treno per arrivare qui. Abbiamo predisposto una cartina, che abbiamo messo sul sito, dove sono evidenziate tutte le scuole che fanno parte dell’istituto e così uno si fa un’idea di che cosa lo aspetti», conclude.

Vittorio Zambaldo
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