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11.10.2017

Classi virtuali e verbali
in tempo reale, ma serve
navigare con la fibra

Per gestire un istituto con 19 scuole serve un lavoro immane di segreteria, le scuole hanno esigenze molto diverse fra loro, dalla didattica all’organizzazione del lavoro. «Ci siamo affidati a Google apps for education, una suite gratuita di applicazioni e la collaborazione progettata specificamente per istituti scolastici e università, che permette a studenti, insegnanti, genitori e collaboratori di comunicare, trasferire documenti, modificarli insieme, cercarli e trovarli sempre disponibili in una specie di archivio (cloud) che contiene mail, documenti, calendari, piani di lavoro. Ognuno può entrare per il settore che gli compete e tutto è messo a disposizione gratuitamente», spiega l’insegnante Diego Grazioli che è il genius di questa rivoluzione informatica dell’istituto.

La comunicazione è controllata, nel senso che gli studenti possono dialogare con le persone che fanno parte del dominio e non con l’esterno (comunicazione protetta). Un’altra applicazione, Google Classroom, rappresenta una classe virtuale dove gli studenti possono anche condividere e lavorare contemporaneamente sullo stesso progetto che può essere un testo, delle mappe concettuali, videoconferenze, programmi per lo studio della matematica o dell’inglese. «L’insegnante ha sotto gli occhi lo sviluppo della materia, vede come ciascuno interagisce con il progetto, riconosce le modifiche che intervengono e chi le fa. Ha il risultato sotto mano, ma anche tutti i passaggi che sono stati fatti per arrivarci e da chi. In pratica la cronologia delle correzioni, una lavagna che non si cancella mai e permette di capire il livello e il lavoro di ciascuno», spiega Grazioli.

Per gli isnegnanti vale lo stesso principio: i loro verbali arrivano in segreteria senza bisogno di essere stampati. Le assenze per assemblea o sciopero sono rilevate in tempo reale e permettono alla segreteria di provvedere immediatamente: «in questo siamo all’avanguardia e perfino istituti superiori ci hanno chiesto una consulenza per utilizzare il sistema: la geografia del territorio ci ha aiutati spingendoci verso l’autonomia e la responsabilità».

«Abbiamo avuto la fortuna di avere avuto finora dirigenti che ci hanno sostenuto e favorito: da Donato De Silvestri a Stefania Be, ad Alessio Perpolli. Restano i problemi della connettività ad internet (la fibra che già esiste sarebbe la soluzione) e della formazione per creare un’abitudine diffusa», conclude Grazioli.V.Z.

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