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28.08.2017

Quinta manza
uccisa dai lupi
Titolari esasperati

Sono tornati i lupi a Malga Lobbia e sempre ai danni dell’allevamento di Nicola, Luigi e Bruno Pagani. Una manza di 14 mesi è stata trovata mezza mangiata dai lupi sabato scorso e domenica mattina con i proprietari e numerosi compaesani erano sul posto il veterinario dell’Aulss 9 e i carabinieri forestali del comando stazione di Tregnago per i rilevi e l’accertamento della predazione, che è stato confermato essere di lupo.

 

È il quinto capo che i Pagani perdono in questa stagione: di quattro è stata verificata la predazione da lupo, mentre di un quinto non è ancora stata trovata la carcassa dopo otto giorni che è stata notata l’assenza della manza dalla mandria. I proprietari hanno chiesto, finora inutilmente, dallo scorso luglio di avere recintata l’intera superficie della malga, ma ora si vedono costretti a un rientro anticipato dall’alpeggio per non perdere altri capi. Questo significa costi aggiuntivi all’azienda per il mantenimento in stalla con i prezzi proibitivi raggiunti dal fieno a causa della siccità che ha ridimensionato di molto il raccolto.

 

«Chi ci rimborserà i soldi in più che spendiamo per mantenere questi capi in stalla?» si chiede Luigi. «E avrei anche qualcosa da dire al nostro sindacato Coldiretti: non ci sta affatto difendendo», ribadisce Bruno. Elisabetta Peloso, vicesindaca di Selva di Progno ricorda che «Questa non è terra per lupi. Tutte le soluzioni proposte sono dei palliativi inefficaci e impraticabili, ma ci sono già le condizioni per applicare le deroghe della normativa Habitat: pericolosità per l’uomo, insostenibilità per l'economia locale e danno alle altre specie selvatiche.

V.Z.
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