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17.02.2017

Pastore della Lessinia
parte lo studio sul dna

Il cane pastore della Lessinia ha grande abilità nella conduzione dei greggi
Il cane pastore della Lessinia ha grande abilità nella conduzione dei greggi

Alla Fiera di San Valentino di Bussolengo si sono avviate le rilevazioni biometriche e i prelievi di dna su oltre 50 esemplari di cane pastore della Lessinia e del Lagorai, antica razza ancora in via di riconoscimento a cura della cinofilia ufficiale. I campioni prelevati saranno analizzati e daranno evidenza dello stato generale della razza, per la definizione dello standard di riferimento che guiderà la selezione delle prossime generazioni.

L’associazione di tutela e promozione della razza, di cui è presidente la veronese Veronica Isalberti, è nata lo scorso anno per salvaguardare questa razza dall’estinzione e ottenerne il riconoscimento.

A Bussolengo la società italiana Pastore della Lessinia e del Lagorai è stata assistita dagli esperti giudici dell’Ente nazionale cinofilia italiana (Enci) Walter Residori e Antonio Crepaldi, mentre gli studenti, coordinati dal professor Lorenzo Crise dell’istituto tecnico agrario Duca degli Abruzzi di Padova, hanno condotto un accurato studio sotto il profilo storico e morfologico, finalizzato a dimostrare la tipicità degli esemplari ancora presenti, per essere da supporto a una ricerca scientifica condotta in collaborazione con l’università di Padova, curata dai docenti Luigi Gallo e Paolo Carnier. Dunque la strada è ormai stata tracciata per le pratiche e le operazioni che precedono il riconoscimento di una razza che nonostante abbia oltre quattromila anni di storia, non è ancora stata riconosciuta ufficialmente dall’Enci e dalla Federazione cinologica internazionale.

Anche per questo motivo il cane pastore della Lessinia ha rischiato seriamente l’estinzione, a causa soprattutto della progressiva diminuzione delle attività pastorali e della diffusione di altre razze estere. Il progetto di riconoscimento ufficiale è partito nel corso del 2016, attraverso la richiesta di ammissione nel registro supplementare aperto del libro genealogico, appositamente dedicato alle razze canine autoctone che sono tutt’ora a rischio di estinzione.

Il pastore della Lessinia e del Lagorai è attualmente allevato in prevalenza come ausiliario per il lavoro nelle malghe e nelle aziende agro-pastorali, una caratteristica che ha consentito di preservare intatte le sue doti naturali di cane rustico, esente dalle principali patologie ereditarie che affliggono numerose altre razze di cani da pastore selezionate in epoca più recente. È dotato di temperamento vivace, curiosità e spiccata docilità, ma è anche un cane polivalente che può cimentarsi egregiamente in numerose attività sociali, quali la pet therapy e la ricerca, oltre che nelle più svariate specialità sportive come l’agilità, l’obbedienza e ovviamente lo sheepdog, cioè l’abilità a radunare e condurre un gregge.

Originario delle aree montane a cavallo tra il Veneto e il Trentino, in particolare nei comprensori della Lessinia e del Lagorai, è attualmente diffuso in tutto il Nordest italiano, dalla Lombardia orientale al Friuli.

Ma numerosi esemplari si trovano anche in Emilia Romagna, arrivati in seguito ai movimenti di transumanza invernale nel passaggio dalla montagna verso la pianura e il mare. La razza è frutto di una selezione operata fin da tempi antichissimi d parte dell’uomo che cercava un sostegno nel duro lavoro quotidiano di conduzione del gregge e già nell’età Neolitico ci sono testimonianze di cani da lavoro probabili capostipiti di tutte le razze di cani da pastore dell’arco alpino del continente europeo.

Il pastore della Lessinia e del Lagorai è definito mesomorfo tipicamente lupoide, cioè con un giusto equilibrio tra massa del tronco e gli arti; è un cane di taglia contenuta e agile, con grandi orecchie triangolari generalmente portate erette, il pelo semilungo di colorazione nera integrale oppure merle su fondo grigio, nella quale si possono trovare anche chiazze di colore bianco. Si distingue inoltre da altre razze di cani da pastore per la quasi totale assenza di soggetti albini, portatori delle patologie ereditarie che caratterizzano le colorazioni merle.

Vittorio Zambaldo
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