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26.09.2018

Lupo ucciso con un colpo di fucile

I carabinieri forestali di Bosco Chiesanuova accanto alla carcassa dell’animale, che pesava una quarantina di chili
I carabinieri forestali di Bosco Chiesanuova accanto alla carcassa dell’animale, che pesava una quarantina di chili

Seconda vittima di bracconaggio fra i lupi della Lessinia nei sei anni che la presenza del predatore è stata accertata. Ne è rimasto vittima un giovane esemplare, probabilmente in dispersione dal branco di Slav e Giulietta, colpito a morte da una scarica di pallettoni in un bosco di castagni nei pressi di San Rocco di Piegara. Lo ha trovato lunedì pomeriggio un agricoltore che si era recato sul posto per la pulizia del sottobosco, in previsione dell’ormai imminente raccolta dei marroni. Alla denuncia è seguito l’immediato sopralluogo dei carabinieri forestali di Bosco Chiesanuova e dei colleghi del comando stazione di San Vitale di Roverè, arrivati sul posto poco dopo le 17. È stato verificato che il corpo del predatore era ancora caldo e stimato che sia stato colpito non più tardi di un’ora prima. La carcassa è stata portata all’Istituto zooprofilattico delle Venezie per l’esame autoptico, dove si è avuta conferma della morte a causa di colpi di arma da fuoco con munizioni «a pallettoni», come hanno dichiarato i carabinieri le cui indagini procedono per il delitto di «uccisione di animali» (articolo 544bis del Codice penale) che prevede il carcere fino a due anni, ma anche per il reato specifico di abbattimento di esemplare di specie particolarmente protetta previsto dalla normatiova speciale sulla protezione della fauna e sulla caccia (la legge 157/92). In un precedente processo a Chiavari (Genova) un bracconiere è stato condannato a 7 mesi e a rifondere 6mila euro alle associazioni ambientaliste che si erano costituite parte civile, oltre a 1.500 euro di spese processuali. Il giovane lupo del peso di una quarantina di chili è stato colpito non da un solo colpo, ma da una scarica di pallettoni sparati da una doppietta a canna liscia caricata con cartucce di calibro 12 ciascuna riempite con nove grosse palle di piombo. Si tratta di proiettili destinati a grandi prede, generalmente i cinghiali e il colpo mortale potrebbe essere partito proprio da cacciatori autorizzati a questo tipo di prelievo. La zona è il Vajo di Squaranto nei pressi del bivio della Pissarota, all’esterno dei confini del parco al confine fra i Comuni di Roverè e Verona. Comunque le indagini sono aperte a tutto campo e tante le strade che gli investigatori stanno seguendo. È il secondo episodio di cui si ha certezza trattarsi di atto di bracconaggio nei confronti del branco di lupi della Lessinia. Il primo fu accertato all’inizio dell’insediamento della coppia alpha Slavc e Giulietta nel mese di agosto del 2012. Nei pressi di Fosse di Sant’Anna d’Alfaedo fu trovata una lupa morta senza evidenti segni di violenza se non di un solco attorno al collo, probabilmente il filo di ferro di un cappio che però non trattenne l’animale. Tuttavia era in evidente stato di denutrizione e i successivi esami confermarono l’avvelenamento. Si temette che si trattasse di Giulietta con la quale Slavc, lupo di ceppo dinarico-balcanico aveva costituito coppia fissa dall’inizio della primavera. Poi l’analisi del Dna confermò invece che si trattava di un’altra femmina di lupo di stirpe italica di cui però fino ad allora non c’era stata alcuna evidenza della sua presenza in Lessinia. •

Vittorio Zambaldo
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