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06.09.2018

«Lupi, va rivista la direttiva che li protegge»

La parlamentare Mara Bizzotto consegna il dossier al commissario all’Agricoltura Phil Hogan
La parlamentare Mara Bizzotto consegna il dossier al commissario all’Agricoltura Phil Hogan

Parte dall’onorevole vicentina Mara Bizzotto, capo delegazione della Lega al Parlamento europeo, un’azione decisa di sprone per la modifica urgente della Direttiva Habitat che garantisce al lupo lo status di specie ad alta protezione. Bizzotto ha consegnato nelle mani del commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan, durante un incontro a Bruxelles sul futuro dell’agricoltura nelle zone di montagna, un dossier di 115 pagine con ben 227 foto di animali predati da branchi di lupi nelle zone montane del Veneto e del Trentino Alto Adige negli ultimi cinque mesi. La parlamentare ha accompagnato la consegna della documentazione con una raccomandazione: «L’Europa accolga le richieste dei nostri allevatori e delle nostre Regioni e modifichi urgentemente la Direttiva Habitat che garantisce al lupo lo status di specie protetta». «La Commissione», ha proseguito Bizzotto, «deve dar seguito alla risoluzione approvata dal Parlamento europeo e quindi consentire alle Regioni di mettere in atto piani di contenimento, di cattura e di abbattimento selettivo dei lupi che ogni giorno causano stragi di bestiame e altri animali, provocando danni pesantissimi ai nostri allevatori e all’intero ecosistema montano, in particolare sull’ Altopiano di Asiago, in Lessinia, nel Bellunese e nelle aree del Grappa nelle province di Treviso e di Vicenza». «Non c’è più tempo da perdere», ha rincarato la capogruppo leghista, «e la Commissione europea si deve dare una mossa, perché l’unica soluzione concreta passa necessariamente da una modifica della normativa, con il conseguente via libera alla cattura e all’abbattimento selettivo dei lupi che non sono a rischio estinzione, ma al contrario sono persino troppi e provocano danni ingentissimi», ha aggiunto sfogliando il dossier con le foto fornite da centinaia di allevatori e malgari veneti e trentini relative alle predazioni da lupo di cui sono stati testimoni in questi mesi. Per la parlamentare vicentina del Carroccio, «è impressionante vedere le stragi quotidiane di bestiame e di animali inermi (bovini, pecore, asini, caprioli) che vengono uccisi tra orribili sofferenze dalle scorribande dei branchi di lupi che ormai arrivano a sbranare animali a anche a 20 metri dalle case abitate». «Abbiamo il dovere di difendere, in ogni modo, i nostri allevatori, i nostri agricoltori e chi vive e lavora sulle nostre montagne: ecco perché la Direttiva Habitat deve essere cambiata con assoluta urgenza e senza tentennamenti», ha concluso Mara Bizzotto. La questione della Direttiva Habitat non è nuova e torna ripetutamente alla ribalta per una sua corretta applicazione, da una parte, o per una sua revisione dall’altra. La Direttiva è del 1992, fu recepita dall’Italia cinque anni dopo e collocò il lupo negli allegati B (specie la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di tutela) e D (specie prioritaria, di interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa), proibendone di conseguenza la cattura, l’uccisione, il disturbo, la detenzione, il trasporto, lo scambio e la commercializzazione. Già lo scorso maggio il Parlamento europeo ha ospitato un evento, sostenuto da numerosi parlamentari, in cui si chiedeva alla Commissione la riduzione del livello di tutela del lupo, consentendone così la caccia. La stessa cosa è stata chiesta di recente anche dal presidente di Federcaccia Verona Alessandro Salvelli, il quale ha sostenuto che il predatore potrebbe essere oggetto di una caccia di selezione affidata a cacciatori preparati adeguatamente, come avviene ad esempio per gli ungulati. La risposta del commissario all’Ambiente, Karmenu Vella, era stata inflessibile: nessuno toccherà la Direttiva Habitat, né tantomeno il livello di protezione del lupo. •

Vittorio Zambaldo
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